Il tempo e l'uomo: riflessione sportiva
L’uomo dice che il tempo passa. Il tempo dice che l’uomo passa.
💡 Riflessione AI
Un aforisma che rovescia la prospettiva: non è il tempo che scorre neutro, ma l'uomo che si muove dentro il suo scorrere. In chiave sportiva, ricorda che la carriera e i momenti in campo passano, e sta a ciascuno sfruttarli con presenza e intenzione.
Frasi di Tiziano Terzani
Significato Profondo
Per un giocatore di basket o per chi vive lo sport come metafora di vita, l'osservazione di Terzani diventa monito e guida: ogni tiro, ogni allenamento e ogni stagione sono risorse limitate; il tempo non aspetta il protagonista, è l'atleta che deve misurare e utilizzare il tempo a disposizione per costruire tecnica, relazioni di squadra e maturità personale.
"L’uomo dice che il tempo passa. Il tempo dice che l’uomo passa."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a Tiziano Terzani; la citazione circola in raccolte di aforismi e interventi pubblici dell'autore, ma non esiste una fonte testuale universalmente confermata. Viene spesso citata in contesti divulgativi e memoriali su Terzani.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Allenatore a un giovane pivot: «Non rimandare il lavoro sui fondamentali: l’uomo passa, il tempo no» durante una seduta per ricordare l'urgenza di sfruttare la gioventù.
- ✓ Telecronaca durante l'ultimo quarto: «In carriera contano i momenti; il tempo osserva e l'uomo deve rispondere» per sottolineare la pressione sui veterani in scadenza di contratto.
- ✓ Seduta di coaching per giocatori in uscita dalla carriera: usare la citazione per riflettere sul passaggio dall'attività agonistica alla vita quotidiana e programmare la transizione.
Variazioni e Sinonimi
- • Il tempo non aspetta l'uomo.
- • L'uomo è passeggero, il tempo è testimone.
- • Il tempo scorre; l'uomo vive e si esaurisce.
- • Il tempo osserva, l'uomo agisce e svanisce.
- • Nulla ferma il tempo, l'uomo invece è transitorio.
Domande Frequenti (FAQ)
Sottolinea la finitezza della carriera e l'importanza di sfruttare il tempo a disposizione per allenarsi, migliorare e costruire relazioni di squadra.
La frase è attribuita a Terzani e ricorre nelle raccolte di citazioni e interventi, ma non esiste una fonte testuale universalmente confermata.
Può essere usata per ricordare ai giocatori l'urgenza dell'impegno quotidiano, la gestione della carriera e la necessità di essere presenti nei momenti decisivi.
Sì: oltre al richiamo alla mortalità, è un invito alla consapevolezza del presente e all'uso intenzionale del tempo nella pratica sportiva e nella vita.
Quel che mi è sempre piaciuto del buddhismo è la sua tolleranza, l’assenza del peccato, la mancanza di quel peso sordo che noi occidentali, invece, ci portiamo sempre dietro e che è in fondo la colla della nostra civiltà: il senso di colpa.
Non bisognerebbe mai tornare nel proprio passato, né cercare di ripetere oggi quel momento di gioia che già siamo stati fortunati d’avere avuto ieri.
Che cos’è che ci fa così spavento della morte? Quello che ci fa paura, che ci congela davanti a quel momento è l’idea che scomparirà in quell’attimo tutto quello a cui noi siamo tanto attaccati. Prima di tutto il corpo. Del corpo ne abbiamo fatto un’ossessione.
Questo è un altro aspetto rasserenante della natura: la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un’alba o un tramonto.