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Padre, figlio e il paradosso del dono

Quando un padre da a suo figlio, entrambi ridono; ...

Quando un padre da a suo figlio, entrambi ridono; quando un figlio da a suo padre, entrambi piangono.

💡 Riflessione AI

Il breve aforisma mette a fuoco il paradosso emotivo del dono: la gioia che nasce dalla generosità e il dolore legato alla successione dei ruoli. In poche parole racconta come il gesto materiale porti con sé anche un peso simbolico che cambia con l'età e la dipendenza.


Frasi di William Shakespeare


Significato Profondo

La frase evidenzia la differenza emotiva tra chi dà da una posizione di abbondanza e autorità e chi dà da una condizione di necessità o reversibilità dei ruoli. Quando il padre dona, il gesto è spesso simbolo di cura, orgoglio e continuità: la risata condivisa esprime affetto, successo del figlio e leggerezza del gesto. Al contrario, quando è il figlio a dare al padre, il gesto richiama la trasformazione dei rapporti — l'invecchiamento, la perdita di autonomia, l'inversione dei ruoli — e scatena una commozione che lega gratitudine, rimpianto e dolore.

Sul piano sociale e psicologico, la frase parla della complessità del dono come atto che non è solo economico ma carico di significati simbolici: trasferimenti di potere, identità e cura. L'esito emotivo dipende dal contesto — volontà, necessità, ritualità — e dalla consapevolezza della finitezza umana; così il medesimo gesto può provocare risate o lacrime a seconda di chi è nella posizione di dare e di ricevere.
Versione Originale

"When a father gives to his son, both laugh; when a son gives to his father, both weep."

Origine e Contesto

William Shakespeare visse nella seconda metà del XVI secolo e rappresentò nei suoi drammi conflitti familiari, inversioni di ruolo e temi sulla finitezza umana (si pensi a opere come King Lear). Tuttavia non esiste riscontro documentato di questa frase nelle edizioni critiche delle sue opere: il periodo elisabettiano è culturalmente ricco di proverbi e massime popolari, e molte massime attribuite a grandi autori sono in realtà frutto di trasmissione orale o di attribuzioni apocrife.

Fonte: Attribuzione errata a William Shakespeare: non risulta alcuna fonte primaria nelle opere conosciute. La frase sembra appartenere alla saggezza popolare o derivare da una tradizione aforistica di origine incerta, frequentemente citata senza verifiche.

Impatto e Attualità

La citazione resta attuale perché riflette dinamiche universali: invecchiamento demografico, cura dei genitori anziani, eredità economiche e affettive, e il cambiamento dei ruoli nelle famiglie contemporanee. In un'epoca in cui le relazioni intergenerazionali sono rinegoziate (migrazioni, economie complesse, assistenza a lungo termine), il senso emotivo del dono — e la differenza fra scegliere di dare e dover dare — conserva grande rilevanza narrativa e sociale.

Esempi di Utilizzo

  • Un padre paga gli studi universitari del figlio: entrambi sorridono per la speranza e l'orgoglio del traguardo.
  • Un figlio organizza le cure mediche per il padre malato: il gesto, pur necessario, commuove entrambi per la perdita d'indipendenza.
  • Durante la lettura del testamento, un figlio restituisce un vecchio orologio di famiglia al padre: il dono riaccende ricordi e lacrime.

Variazioni e Sinonimi

  • Dare e ricevere cambiano il cuore secondo l'età.
  • Il dono del genitore è gioia; quello del figlio spesso commozione.
  • Quando il forte dà, è festa; quando il debole dà, è pianto.
  • La reciprocità tra generazioni porta gioia o dolore a seconda del tempo.
  • Il gesto del donare riflette sempre uno squilibrio di ruoli.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Questa frase è davvero di Shakespeare?

No: non esistono tracce nelle opere autentiche di Shakespeare; si tratta di un'aforisma di origine incerta spesso attribuito erroneamente.

Q: Cosa significa in parole semplici?

Che la stessa azione del donare provoca emozioni diverse a seconda di chi la compie: il dono del genitore è spesso gioioso, quello del figlio può essere carico di tristezza e commozione.

Q: Come si può usare questa citazione oggi?

Per introdurre riflessioni su cura famigliare, successione, assistenza agli anziani o nei testi che trattano delle dinamiche affettive tra generazioni.

Q: È adatta per discorsi commemorativi?

Sì: la forza evocativa della frase la rende efficace in contesti che parlano di memoria familiare, lutto o passaggi generazionali.

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Curiosità

La citazione è spesso ripetuta in internet e in raccolte di aforismi con attribuzioni variabili: oltre a Shakespeare, è stata talvolta accostata ad autori anonimi o cataloghi di proverbi. Questo esempio illustra come molte massime popolari acquisiscano autorità tramite l'attribuzione a nomi celebri, pur non avendo base testuale nelle opere degli autori citati.


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