Il divino nello sport e nella vita
Il divino è ciò in cui gli opposti coesistono: tutto e il contrario di tutto; la bellezza e l’orrore; l’odio e l’amore. È tutto lì. Non c’è dualità.
💡 Riflessione AI
Il divino è il punto di incontro in cui contrasti ed emozioni opposte convivono senza cancellarsi; nel campo da gioco come nella vita, quella coesistenza genera completezza e verità. Vedere il bello e l'orrore insieme è allenarsi alla lucidità, accettando ogni tiro - segnato o sbagliato - come parte di un unico flusso.
Frasi di Tiziano Terzani
Significato Profondo
Applicata al basket e alla vita quotidiana, la riflessione suggerisce un approccio mentale che non scarta le emozioni “negative” ma le integra: ogni tiro sbagliato (metafora del «morto» o del «fallimento») è parte del gioco, e la pluralità delle sensazioni è terreno di allenamento per la resilienza, la consapevolezza e la maturità emotiva.
"Il divino è ciò in cui gli opposti coesistono: tutto e il contrario di tutto; la bellezza e l’orrore; l’odio e l’amore. È tutto lì. Non c’è dualità."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a Tiziano Terzani in raccolte di sue riflessioni e citazioni diffuse; la formulazione esatta non è rintracciabile con certezza in un'unica opera pubblicata, ma rispecchia i temi presenti nei suoi libri e interviste sul tema della spiritualità e della non-dualità.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Allenatore usa la citazione nello spogliatoio per ricordare alla squadra che bellezza di un gioco e frustrazione per un tiro sbagliato possono coesistere e servire da lezione.
- ✓ Un giocatore professionista integra la frase nella routine mentale: dopo un errore decisivo («tiro sbagliato») accetta l’emozione senza distrarsi, per ritrovare lucidità e tornare a giocare bene.
- ✓ Articolo sportivo che analizza una partita mostra come in pochi minuti si possano alternare gesti di grande valore estetico e momenti di confusione, illustrando la non-dualità come risorsa per la resilienza mentale.
Variazioni e Sinonimi
- • Dove il contrario convive senza separazione
- • L'unità degli opposti
- • L'armonia tra luce e ombra
- • La non-dualità dell'esperienza
- • Dove si incontrano amore e odio
Domande Frequenti (FAQ)
Intende che la realtà non è fatta solo di opposti separati; il vero significato emerge quando si riconosce la coesistenza degli estremi, senza giudizio esclusivo.
Si applica accettando che successo e fallimento, gioia e frustrazione, siano parte dello stesso percorso: gestire emozioni opposte migliora concentrazione e rendimento.
La frase è attribuita a Terzani e rispecchia i suoi temi, ma la formulazione esatta non è facilmente rintracciabile in un'unica opera pubblicata; compare in raccolte di citazioni e resoconti di interviste.
Sì: offre un potente spunto per promuovere resilienza, equilibrio emotivo e la visione che ogni esperienza, positiva o negativa, contribuisce alla crescita individuale e di squadra.
Quel che mi è sempre piaciuto del buddhismo è la sua tolleranza, l’assenza del peccato, la mancanza di quel peso sordo che noi occidentali, invece, ci portiamo sempre dietro e che è in fondo la colla della nostra civiltà: il senso di colpa.
Non bisognerebbe mai tornare nel proprio passato, né cercare di ripetere oggi quel momento di gioia che già siamo stati fortunati d’avere avuto ieri.
Che cos’è che ci fa così spavento della morte? Quello che ci fa paura, che ci congela davanti a quel momento è l’idea che scomparirà in quell’attimo tutto quello a cui noi siamo tanto attaccati. Prima di tutto il corpo. Del corpo ne abbiamo fatto un’ossessione.
Questo è un altro aspetto rasserenante della natura: la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un’alba o un tramonto.