Chi la fa l'aspetti nello sport
Chi la fa l'aspetti.
💡 Riflessione AI
Un richiamo secco alla responsabilità: le azioni tornano su chi le compie. In chiave sportiva significa che scelte o comportamenti scorretti portano conseguenze dentro e fuori dal campo.
Significato Profondo
Nel contesto sportivo e nella vita quotidiana, la locuzione suggerisce che fallo, provocazione o decisione avventata possono tradursi in sanzioni, ritorsioni tattiche o danni alla reputazione. Applicata al basket, ad esempio, significa che un giocatore che compie un fallo antisportivo o un comportamento sleale è destinato a pagare il conto — sia con fischi, falli tecnici, espulsioni o con la perdita di fiducia del gruppo — e che le scelte di gioco hanno ricadute strategiche e morali.
"Chi la fa l'aspetti."
Origine e Contesto
Fonte: Detto popolare italiano; nessuna opera o autore specifico attribuito.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Durante una partita di basket un giocatore commette un fallo intenzionale: dopo la sanzione e l'espulsione, il commento del coach riprende il proverbio per sottolineare la scelta sbagliata.
- ✓ Un atleta provoca gli avversari sui social; a seguito delle reazioni e di una sanzione dalla federazione, la squadra richiama la posizione con l'espressione 'chi la fa l'aspetti'.
- ✓ In allenamento un giocatore continua a forzare tiri avventati e mette a rischio il ritmo di squadra: il capitano usa il detto per ricordare che le scelte individuali hanno conseguenze collettive.
Variazioni e Sinonimi
- • Chi semina vento raccoglie tempesta
- • Ognuno raccoglie ciò che semina
- • What goes around comes around
- • A chi fa male, torna indietro
- • La legge del contrappasso (in senso figurato)
Domande Frequenti (FAQ)
È un ammonimento che indica che le azioni, soprattutto quelle scorrette, producono conseguenze che torneranno su chi le compie.
No: la frase sottolinea la responsabilità e la causalità; in ambito sportivo va interpretata come monito a evitare comportamenti che generano sanzioni o ripercussioni, non come giustificazione di ritorsioni illegittime.
Il detto viene usato per rimarcare che falli intenzionali, provocazioni o scelte egoistiche possono tradursi in fischi, falli tecnici, espulsioni e perdita di fiducia da parte della squadra.
No: è un proverbio popolare di origine anonima, presente nella tradizione orale italiana.
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