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Il canto delle mani: gioco e presente

Vorrei cantare il canto delle tue mani,giocare con...

Vorrei cantare il canto delle tue mani,giocare con te un eternogioco proibitoche l'oggi restasse oggi senza domanio domani potesse tendere all'infinito.

💡 Riflessione AI

La frase celebra la tensione fra il gesto quotidiano e l'aspirazione all'eterno: nelle mani che giocano si concentra la possibilità di trasformare il presente in un atto senza tempo. Nel contesto sportivo (basket/vita) diventa elogio della presenza nel tiro e della pratica che cerca l'infinito in ogni azione.


Frasi di Francesco Guccini


Significato Profondo

La citazione è un invito a celebrare il gesto concreto (le mani) come linguaggio poetico e come strumento di gioco. In chiave sportiva, le 'mani' dicono il controllo del pallone, il 'cantare' diventa ritmo e tecnica, mentre l'«eternogioco proibito» rappresenta la tensione a trasformare ogni azione in qualcosa di memorabile: un tiro eseguito con piena presenza può sembrare sospeso fuori dal tempo.

L'espressione «che l'oggi restasse oggi senza domani / io domani potesse tendere all'infinito» sottolinea la disciplina mentale richiesta nello sport e nella vita: rispettare il momento presente (un singolo possesso, un singolo tiro) senza sacrificare la possibilità di crescita futura. Così il gesto tecnico e la passione diventano pratica dell'infinito, un allenamento che non mira solo al risultato immediato ma a rendere eterno il significato del gioco.
Versione Originale

"Vorrei cantare il canto delle tue mani, giocare con te un eternogioco proibito che l'oggi restasse oggi senza domanio domani potesse tendere all'infinito."

Origine e Contesto

Francesco Guccini è uno dei principali cantautori italiani attivi dalla fine degli anni Sessanta; la sua poetica fonde impegno civile, introspezione e riferimenti letterari. La lingua e le immagini di questa frase appartengono al suo stile lirico, maturato nel contesto della scena dei cantautori italiani degli anni '60 e '70, periodo in cui musica e poesia venivano spesso intrecciate per raccontare la vita quotidiana e i grandi temi esistenziali.

Fonte: Testo poetico/verso attribuito a Francesco Guccini (frase tratta dai suoi testi lirici; spesso citata come 'Vorrei' nelle raccolte non ufficiali di versi).

Impatto e Attualità

La frase rimane attuale perché parla della presenza consapevole, tema centrale nel coaching moderno e nella preparazione mentale degli atleti: mindfulness applicata al gesto tecnico. Nel mondo del basket, dove ogni tiro è esito di riflessione, allenamento e tensione emotiva, l'immagine di un 'oggi' preservato e fatto eterno risuona con la necessità di concentrazione e con la ricerca del gesto perfetto.

Esempi di Utilizzo

  • Discorso di un allenatore prima di una partita: «Giocate come nel canto delle vostre mani: un possesso alla volta, presenti e liberi».
  • Caption social di un giocatore dopo un tiro decisivo: «Ho provato a far restare l'oggi oggi — il gesto è diventato eterno».
  • Esercizio di mental coaching: usare la frase per allenare la routine del tiro libero, trasformando il gesto in un rito di presenza.

Variazioni e Sinonimi

  • Vivere il presente come un tempo senza fine
  • Giocare ogni istante come fosse eterno
  • Cantare il gesto delle mani
  • Fermare l'oggi per sfidare il domani
  • Trasformare un tiro in un ricordo infinito

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Come può questa citazione aiutare un atleta?

Ricorda l'importanza della presenza: trasformare il gesto tecnico in un atto di piena consapevolezza migliora precisione e valore emotivo del gioco.

Q: Si può usare la frase in un contesto motivazionale di squadra?

Sì: funziona come metafora per l'unità delle azioni quotidiane e per l'impegno collettivo nel rendere ogni possesso significativo.

Q: La citazione ha significati violenti?

No. Nel contesto di Guccini e qui interpretata sportivamente, ogni immagine va letta metaforicamente: nessuna allusione a violenza reale.

Q: Posso citarla in un articolo o in una presentazione sportiva?

Sì: è una citazione letteraria riconosciuta. Per pubblicazioni estese ricordare la fonte e attribuire l'autore.

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Curiosità

Francesco Guccini, nato a Modena nel 1940, è noto non solo come cantautore ma anche come scrittore; la sua produzione fonde riferimenti letterari e memoria personale. Molti versi suoi sono entrati nel sentire comune perché coniugano linguaggio poetico e immagini quotidiane, facilmente reinterpretabili anche nel linguaggio sportivo.


    Ma dove sono andate quelle piogge d’aprile che in mezz’ora lavavano un’anima o una strada, e lucidavano in fretta un pensiero o un cortile bucando la terra dura e nuova come una spada?

    Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa e c’è il sospetto che sia triviale l’affanno e l’ansimo dopo una corsa, l’ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita, il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami… vita.

    E il vento d'estate che viene dal mareintonerà un canto fra mille rovine,fra le macerie delle città, fra case e palazziche lento il tempo sgretolerà.

    E’ meglio un giorno solo da ricordare, che ricadere in una nuova realtà sempre identica.

    Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione; e il peccato fu creder speciale una storia normale.

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