Memoria corta e coscienza: riflessione sportiva
Un sacco di persone equivocano una memoria corta per una coscienza pulita.
💡 Riflessione AI
Nel gioco della vita molti confondono l'oblio con il perdono; nello sport, dimenticare un errore non significa averne cancellato la responsabilità. Ogni tiro sbagliato e ogni scelta dimenticata restano lezioni: memoria corta non è sinonimo di coscienza pulita.
Significato Profondo
Nel contesto sportivo, il detto si traduce in un monito pratico: un atleta che «dimentica» ripetuti errori o incoerenze (tiri sbagliati, scelte tattiche errate, comportamenti irrispettosi) non ha automaticamente una coscienza pulita. La crescita individuale e di squadra richiede analisi, responsabilità e allenamento mirato, non la semplice amnesia pubblica o personale.
"A lot of people confuse a short memory with a clean conscience."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a Doug Larson; la frase circola principalmente in colonne di giornale e raccolte di aforismi attribuite all'autore, senza una fonte univoca o un'opera singola documentata.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ In una partita di basket un tiratore sbaglia i liberi decisivi e i commenti sui social lo perdonano in fretta: l'allenatore usa la frase per ricordare che dimenticare non sostituisce l'allenamento mirato.
- ✓ Un capitano di squadra minimizza ripetuti errori tattici di un compagno; la dirigenza richiama il valore della responsabilità: memoria corta non è coscienza pulita.
- ✓ Nel coaching individuale si applica la massima per differenziare il 'lasciar andare' emotivo dal vero percorso di correzione tecnica e mentale dei giocatori.
Variazioni e Sinonimi
- • Confondere l'oblio con l'innocenza
- • Una memoria corta non è una coscienza pulita
- • Dimenticare non equivale a scusare
- • Short memory ≠ clear conscience
Domande Frequenti (FAQ)
Doug Larson (1926–2017) era un giornalista e umorista americano noto per le sue brevi osservazioni e aforismi pubblicati in colonne di giornale e raccolte di citazioni.
Nel mondo sportivo significa che dimenticare un errore (un tiro sbagliato, una scelta tattica errata) non sostituisce la necessità di analisi, responsabilità e correzione tecnica.
La frase è attribuita a Doug Larson, ma non è collegata in modo documentato a un libro o discorso specifico; è diffusa tramite colonne e antologie di aforismi.
Può servirgli per promuovere la responsabilità: distinguere tra superare emotivamente un errore e apprendere concretamente da esso tramite esercizi, video-review e feedback strutturati.
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