Compassione: il gesto che vince
Non passione ci vuole, ma compassione, capacità cioè di estrarre dall’altro la radice prima del suo dolore e di farla propria senza esitazione.
💡 Riflessione AI
La frase invita a sostituire l'impeto dell'ego con la delicatezza dell'empatia: vincere non con la forza, ma riconoscendo e condividendo il dolore dell'altro. Nel basket e nella vita, è l'abilità di comprendere il taglio profondo delle difficoltà altrui e farle proprie che costruisce squadra e resilienza.
Significato Profondo
Nel contesto sportivo (es. basket) questa idea si traduce in comportamenti quotidiani: non urlare e pretendere prestazioni, ma riconoscere quando un compagno è fisicamente o mentalmente in difficoltà, adattare il gioco, offrire assist e sostegno. La compassione differisce dalla pietà passiva perché chiede coinvolgimento attivo e responsabilità condivisa anziché semplice commiserazione.
"Non disponibile con fonte certa: la versione italiana fornita è la forma riportata comunemente; la resa in russo autentica non è verificata in modo univoco."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a Fëdor Dostoevskij: la formulazione circolante è coerente con i temi dell'autore, ma non esiste consenso su una fonte testuale univoca. La citazione è spesso riportata in versioni italiane e parafrasate; non è possibile indicare con certezza un romanzo o saggio specifico come origine.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Allenamento: un coach nota che un giocatore sbaglia troppi tiri non per mancanza di tecnica ma per ansia; invece di rimproverarlo, modifica gli esercizi e lavora sulla fiducia condividendo strategie di supporto.
- ✓ Partita: quando un tiratore sembra 'morto' (metafora per perdita di fiducia) i compagni non lo isolano ma cambiano ritmo offensivo per consegnargli tiri più semplici e incoraggiarlo.
- ✓ Vita quotidiana: un veterano della squadra prende sotto la sua ala un giovane che attraversa un lutto, ascoltandolo e adattando i carichi di lavoro per permettergli di recuperare serenità.
Variazioni e Sinonimi
- • Non servono ardori, ma comprensione profonda
- • Meglio l'empatia che la passione cieca
- • Capire la radice del dolore e condividerla
- • La vera forza è farsi carico della sofferenza dell'altro
Domande Frequenti (FAQ)
È attribuita a Dostoevskij e coerente con i temi delle sue opere, ma la fonte testuale precisa non è unanimemente verificata.
Praticando ascolto attivo, adattando il gioco alle difficoltà dei compagni e offrendo supporto emotivo oltre al contributo tecnico.
No: la compassione qui è attiva e responsabile, non pietismo passivo; implica azione concreta e condivisione del problema.
No: va interpretato metaforicamente come il fondo delle difficoltà emotive o psicologiche; in ambito sportivo riguarda stress, infortuni o perdita di fiducia.
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