Credulità in campo: citazione e riflessione
Non ha l’Alzheimer, crede solo quello che la gente gli dice.
💡 Riflessione AI
La frase mette a nudo la differenza tra perdita e dipendenza: non è la memoria che manca, è il giudizio che si arrende. In chiave sportiva evoca il giocatore che non decide da sé, ma si lascia condurre dalle opinioni altrui.
Significato Profondo
Dal punto di vista educativo, invita a distinguere tra informazione e influenza: educare un giocatore significa anche allenare il pensiero critico, la capacità di filtrare le opinioni e di trasformare il feedback in scelte consapevoli. Nel linguaggio del basket, è come accettare ogni passaggio come il migliore senza leggere la difesa: a volte si prende il tiro giusto, altre volte si sbaglia perché non si valuta la situazione.
Origine e Contesto
Fonte: Attribuzione incerta: non risulta collegata in modo verificabile a un libro, discorso o opera specifica. È una locuzione di uso comune nel lessico giornalistico e nello slang sportivo.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ In allenamento, il coach richiama un giocatore che segue la panchina invece di leggere la difesa: «Non ha l’Alzheimer, crede solo quello che la gente gli dice» per sottolineare la perdita di iniziativa.
- ✓ Un commentatore di basket usa la frase per criticare un veterano che cambia comportamento in base ai follower sui social, piuttosto che alle proprie abitudini di gioco.
- ✓ Nella gestione di una squadra giovanile, il direttore tecnico la cita per spiegare ai ragazzi l'importanza di verificare le informazioni e non lasciarsi influenzare da voci nello spogliatoio.
Variazioni e Sinonimi
- • Non è smemorato, è facilmente influenzabile.
- • Non ha dimenticato, ha perso il senso critico.
- • Non è confuso, segue la massa senza pensare.
- • Non ha perso la mente, ha lasciato che la voce altrui la guidasse.
Domande Frequenti (FAQ)
Non esiste un'autorezza facilmente verificabile: la locuzione è di uso colloquiale ed è stata adottata dal linguaggio giornalistico e sportivo senza attribuzione certa.
In contesto sportivo viene usata in senso metaforico per criticare la mancanza di giudizio; va evitata come attacco personale e usata con cautela per non stigmatizzare o offendere chi vive condizioni reali di salute.
Serve come spunto per lavorare sulla capacità critica dei giocatori: si traduce in esercizi di decision making, gestione delle informazioni e simulazioni per rinforzare autonomia e responsabilità.
Sì: la frase è applicabile a qualsiasi ambiente in cui si possa confondere informazione con influenza, come scuole, luoghi di lavoro e social media.
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