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Frasi sul Sapere

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Frasi sul Sapere di Proverbi Toscani, Robert A. Heinlein, T. S. Eliot

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Ricordare tutto non vuol dire sapere tutto.



La folla non ha bisogno di sapere, deve credere. Essa si presenta per essere plasmata.




Vivi e impara. Altrimenti, non vivrai molto a lungo.



Il segreto degli affari è sapere qualcosa che nessun altro sa.


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L’aver constatato che era lì per me era già sufficiente, così come a lui probabilmente bastava sapere che mi trovavo nei paraggi. A volte è solo di questo che abbiamo bisogno: di sapere.




Chi molto pratica, molto impara.



Il grande scopo nella vita non è la conoscenza ma l’azione.



Chi legge sa molto, ma chi osserva sa molto di più.



Ma si muovono, forse, le Accademie? O non sono, forse, ora più che mai, acque stagnanti, necropoli anticipate, in cui si adagiano e nicchiano, nel severo raccoglimento che è torpore letale, le Mummie dell’Arte, della Letteratura e della Scienza?



Ogni biblioteca è, per necessità, una creazione incompleta, un work-in-progress, e ogni scaffale vuoto preannuncia i libri che verranno.




Tutto il nostro sapere ci porta più vicini alla nostra ignoranza. Dov’è la saggezza che abbiamo perso con la conoscenza?



Stai attento a non farti inghiottire dai libri! Un’oncia di amore vale un chilo di conoscenza.



Come potete conoscere tutto dell’amore se prima non l’avete fatto con tutte le donne possibili?



Questa è la più amara sofferenza per un uomo: avere molta conoscenza ma nessun potere.




Indossa il tuo sapere come il tuo orologio in una tasca privata: non estrarlo e non scuoterlo soltanto per far vedere che ne possiedi uno.



La gente crede solo a quello che sa già.



Tutto il sapere è in Dio. Ma il sapere di Dio è come un fiume d’acqua che corre verso il mare, è Dio la fonte, gli uomini l’oceano, non valeva la pena di aver creato tanto universo se non dovesse essere così.



Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.


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Fermare la diffusione del sapere è uno strumento di controllo per il potere perché conoscere è saper leggere, interpretare, verificare di persona e non fidarsi di quello che ti dicono. La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del potere. Di ogni potere.



Chi ha imparato abbastanza, non ha imparato niente.



Il sapere è il mezzo che ti permette di misurare le cose, i fatti, le situazioni, la logica in una dimensione altra. È questa l’intelligenza.



La filosofia va necessariamente verso il proprio tramonto, cio�� verso la scienza, che tuttavia è il modo in cui oggi la filosofia vive.



La fantasia è più importante del sapere.



In questo luogo dove le parole sui libri sono magnificamente protette, è bello lasciare delle parole sospese in aria.



Non sono le cose che non sai a metterti nei guai. È quello che dai per certo che invece non lo è.



Non è la letteratura né il vasto sapere che fa l’uomo, ma la sua educazione alla vita reale. Che importanza avrebbe che noi fossimo arche di scienza, se poi non sapessimo vivere in fraternità con il nostro prossimo?



Si è costruito un sapere sul corpo con discipline militari e scolastiche. E’ solo a partire da un potere sul corpo che un sapere fisiologico, organico era possibile.



Cultura non vuol dire leggere molto, nemmeno sapere molto; vuol dire conoscere molto.



Non esiste più grande impedimento per l’avanzare della conoscenza che l’ambiguità delle parole.



Il grosso scherzo che ti fa la biologia è che raggiungi l’intimità con una persona prima di sapere qualcosa di lei.



L’inizio di una conoscenza, che sia di persone oppure di cose, consiste nell’ottenere un contorno definito della nostra ignoranza.



La mia biblioteca era per me un ducato grande abbastanza.



La conoscenza ha come limite il corpo dell’uomo.



Con poco sapere, ma di buona qualità, si produce di più che con moltissimo sapere di cattiva qualità.



Il sapere e la ragione parlano; l’ignoranza e il torto urlano.



L’uomo arriva a diffidare della parola, pende da un sapere presunto. Il voto rimpiazza la discussione, la cabina elettorale il tavolino del caffè. Il cittadino si siede dinanzi allo schermo e tace.



Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l’aspetto di giganti.



Invecchio imparando ogni giorno molte cose.



Credo che non vedrò mai una poesia bella come un albero. Ma le poesie le fanno gli sciocchi come me. Un albero lo può fare solamente Dio.



Alla domanda se io sia pessimista o ottimista, rispondo che la mia conoscenza è pessimista, ma la mia volontà e la mia speranza sono ottimiste.