Silenzio e ipocrisia nello sport
Non giudico l’ipocrita, ma chi tace di fronte all’ipocrisia.
💡 Riflessione AI
La frase richiama alla responsabilità di chi osserva: non è tanto l'ipocrita che bisogna condannare quanto il silenzio connivente che permette l'ipocrisia. In chiave sportiva (basket/vita) è un invito a non lasciar correre le scorrettezze, a parlare quando un fallo morale viene nascosto o taciuto.
Significato Profondo
Nel contesto sportivo la frase assume valori concreti: un giocatore che compie un fallo antisportivo può essere definito ipocrita, ma è la squadra, l'allenatore o il pubblico che tace che permette alla scorrettezza di ripetersi. Metaforicamente, i "tiri" mancati o i "colpi" subiti non sono solo azioni fisiche ma anche momenti morali; interpretati così, "killed/morto" indica una reputazione, una fiducia o lo spirito di squadra che viene 'ucciso' dal silenzio complice.
"Non giudico l'ipocrita, ma chi tace di fronte all'ipocrisia."
Origine e Contesto
Fonte: Aforisma attribuito a Menotti Lerro; la formulazione è diffusa in scritti, interviste e raccolte di sentenze dell'autore piuttosto che associata a un singolo brano canonico pubblicato.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un allenatore dopo una partita: "Non condanno il giocatore che ha simulato, ma chi in squadra non ha contestato quel gesto" — spingendo il gruppo a discutere le regole interne.
- ✓ Commento sportivo su un match di basket dove un fallo chiaro non viene sanzionato: usare la citazione per sottolineare l'importanza della denuncia collettiva sul campo e fuori.
- ✓ Campagna educativa in una scuola di basket: la frase come slogan per insegnare ai giovani atleti a non restare in silenzio di fronte a comportamenti scorretti o discriminatori.
Variazioni e Sinonimi
- • Non biasimo chi sbaglia, ma chi rimane in silenzio davanti all'ingiustizia.
- • Colpevole non è solo chi causa il torto, ma chi lo accetta tacendo.
- • Non condanno l'errante, bensì chi permette l'errore con il silenzio.
- • Il vero responsabile non è chi sbaglia, ma chi non reagisce.
- • Meglio una protesta che cento silenzi compiacenti.
Domande Frequenti (FAQ)
Significa che è più grave la complicità del silenzio di fronte a scorrettezze che il singolo atto scorretto: lo sport richiede vigilanza etica collettiva.
Come punto di partenza per un confronto interno su fair play, regole etiche e responsabilità di ciascun membro nel segnalare comportamenti scorretti.
Non è offensiva: è un invito alla responsabilità civile e sportiva, a non essere complici per omissione.
È un aforisma attribuito a Menotti Lerro e viene riportato in diversi interventi e raccolte di pensieri dell'autore, più che in un singolo testo noto.
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