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Sport, media e interessi economici

Non è il pubblico il consumatore al quale noi gua...

Non è il pubblico il consumatore al quale noi guardiamo, ma sono le aziende che fanno pubblicità. Quindi il nostro fine primario è quello di servire alle aziende ed al sistema economico del paese.

💡 Riflessione AI

Nel gioco come nella comunicazione, il tiro non è rivolto al pubblico ma agli sponsor che finanziano la partita. È un invito a leggere lo sport anche come prodotto economico, dove tifosi e mercato convivono in tensione.


Frasi di Silvio Berlusconi


Significato Profondo

La frase sottolinea una scelta strategica e valoriale: l'attenzione dei media commerciali è orientata al cliente che paga lo spazio pubblicitario piuttosto che al pubblico spettatore. In ambito sportivo questo si traduce nella priorità data a format, stop pubblicitari, esclusive e contenuti pensati per massimizzare il ritorno economico degli sponsor più che per rispondere esclusivamente all'esperienza dei tifosi.

Da un punto di vista educativo, la citazione offre uno spunto per discutere la doppia natura dello sport moderno: evento agonistico e bene di consumo. Comprendere questa duplice dimensione è utile per analizzare decisioni organizzative (calendari, diritti TV, sponsorizzazioni) e per formare cittadini e tifosi consapevoli delle dinamiche che plasmano il gioco e la sua comunicazione.
Versione Originale

"Non è il pubblico il consumatore al quale noi guardiamo, ma sono le aziende che fanno pubblicità. Quindi il nostro fine primario è quello di servire alle aziende ed al sistema economico del paese."

Origine e Contesto

La dichiarazione è riconducibile al periodo in cui Silvio Berlusconi era protagonista della rivoluzione delle televisioni commerciali in Italia (anni '80 e '90) come fondatore di gruppi mediatici come Mediaset. In quegli anni la crescita del mercato pubblicitario e la concorrenza tra emittenti ridefinirono il ruolo dei media nella vita pubblica e nello sport professionistico.

Fonte: Attribuita a dichiarazioni pubbliche e interviste di Silvio Berlusconi riguardanti la funzione commerciale delle sue emittenti televisive; formulazione emersa nel dibattito pubblico durante gli anni di espansione delle TV commerciali (anni '80/'90).

Impatto e Attualità

Oggi la frase rimane rilevante perché evidenzia dinamiche che non sono scomparse: diritti televisivi, sponsorizzazioni, piattaforme di streaming e pacchetti pubblicitari continuano a modellare calendari, visibilità delle discipline e strategie dei club. Nel basket e negli altri sport la tensione tra interesse del pubblico e logiche di mercato influenza scelte su orari, pause pubblicitarie, format di diretta e priorità di investimento.

Esempi di Utilizzo

  • Una lega di basket programma partite in fasce orarie preferite dagli inserzionisti per massimizzare l'audience pubblicitaria.
  • Un club accetta uno sponsor principale che influenza la grafica delle trasmissioni e le pause pubblicitarie durante le partite.
  • Un broadcaster modifica i tempi di gioco nelle dirette per inserire break commerciali più redditizi, privilegiando ricavi rispetto al ritmo tecnico.

Variazioni e Sinonimi

  • Il nostro obiettivo primario sono gli inserzionisti, non soltanto gli spettatori.
  • Serviamo chi paga la pubblicità, non solo chi guarda la trasmissione.
  • La priorità è il mercato pubblicitario che sostiene il sistema mediatico.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa intende Berlusconi con "aziende che fanno pubblicità"?

Si riferisce agli inserzionisti e agli operatori economici che acquistano spazi pubblicitari: sono loro la fonte primaria di ricavo per molti media e pertanto il riferimento commerciale principale.

Q: La frase è una critica o una constatazione?

Più che una polemica, appare come una constatazione strategica: indica quale attore economico il media considera centrale per la propria sostenibilità.

Q: Come si applica allo sport, in particolare al basket?

Nel basket si traduce nella programmazione di partite per massimizzare il valore pubblicitario, nella vendita di spazi e naming rights e nella costruzione di format televisivi che attraggono sponsor.

Q: La provenienza della citazione è certa?

La frase è attribuita a dichiarazioni pubbliche di Berlusconi nel contesto delle sue politiche mediatiche; non sempre è possibile identificare un singolo documento scritto o trascritto.

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Curiosità

Berlusconi è noto non solo come uomo politico ma anche come imprenditore dei media: fondatore di Mediaset e proprietario, per molti anni, di squadre sportive di alto profilo. Questa doppia posizione gli ha dato un ruolo centrale nel definire le relazioni tra sport, televisione e pubblicità in Italia.


    Io ho sempre pensato con Erasmo da Rotterdam che le cose più grandi nella vita e nella Storia, siano sempre frutto, non della ragione, ma di una sana, lungimirante, visionaria follia.

    Non è un complesso di superiorità, è un fatto oggettivo. Berlusconi ha una caratura imparagonabile.

    Non dico che sono contro la democrazia, ci mancherebbe altro. Mi accusano naturalmente di questo: quando ho detto come provocazione, evidentemente paradossale, che dovrebbero votare solo i capigruppo.

    Quando vendete i nostri servizi, ricordatevi sempre che l’italiano è il popolo più credulone della Terra: si beve le citazioni in un modo straordinario.

    Ho un complesso di superiorità che devo frenare.

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