Giustizia sportiva: pari non significa equità
Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.
💡 Riflessione AI
La frase richiama la differenza tra uguaglianza formale e equità reale: dare le stesse risorse a chi parte da condizioni diverse produce ingiustizia. In chiave sportiva significa adattare tempi, tiri e responsabilità alle necessità e ai talenti di ciascun giocatore, non omogeneizzare le opportunità.
Significato Profondo
Nel linguaggio del basket, ad esempio, "tiri" e "minuti" diventano metafore di opportunità: non si tratta di negare chance, ma di calibrare il carico e le occasioni affinché ogni atleta possa migliorare. Allo stesso modo, ogni uso di termini forti come "morto" va inteso in senso metaforico (ad es. morale o motivazionale compromessa) e non letterale: il principio rimane che l'omogeneità non sostituisce la giustizia delle cure personalizzate.
"Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali."
Origine e Contesto
Fonte: Lettera a una professoressa (scuola di Barbiana), pubblicata postuma nel 1967; la frase riflette le riflessioni di don Lorenzo Milani e dei suoi allievi sulla scuola italiana e l'ingiustizia delle pratiche ugualitarie.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Allenatore di basket: non assegnare lo stesso numero di minuti o tiri a due giocatori con ruoli, età e bisogni diversi; invece creare piani di sviluppo personalizzati.
- ✓ Programma giovanile: distribuire risorse (allenamenti aggiuntivi, supporto psicologico) a chi ha maggiori lacune sociali o tecniche, non semplicemente suddividere tutto alla pari.
- ✓ Gestione di squadra e vita professionale: affidare compiti e responsabilità calibrate sulle competenze reali, per far crescere il gruppo senza penalizzare chi parte da svantaggi.
Variazioni e Sinonimi
- • Trattare allo stesso modo chi è diverso è ingiusto.
- • Parità formale non equivale a equità sostanziale.
- • Dare a tutti le stesse cose non produce giustizia.
- • Ogni persona necessita di ciò che le è utile, non di pari dosi.
- • Equità prima dell'uguaglianza.
Domande Frequenti (FAQ)
Significa che trattare in modo identico persone con condizioni diverse può generare ingiustizia: l'equità richiede risposte differenziate in base ai bisogni.
Si applica calibrando minuti, tiri e responsabilità sulle esigenze tecniche e sul percorso di crescita di ogni atleta, non semplicemente distribuendoli in modo uguale.
Sì: la riflessione è collegata al pensiero di don Lorenzo Milani ed è contenuta nel contesto della 'Lettera a una professoressa' (1967).
No: l'uguaglianza dà la stessa cosa a tutti; l'equità adegua il trattamento ai bisogni per raggiungere giustizia reale.
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