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Pace, guerra e la dinamica delle carriere

Nessuno può essere così folle da preferire la gu...

Nessuno può essere così folle da preferire la guerra alla pace: con la pace i figli seppelliscono i padri, con la guerra sono i padri a seppellire i figli.

💡 Riflessione AI

La frase mette a confronto due stati — pace e guerra — per evidenziare come le conseguenze cambino chi subisce la perdita: è un monito sulla responsabilità collettiva e sul prezzo delle scelte. In chiave sportiva, ricorda che stili di gioco e decisioni strategiche determinano chi verrà esaltato o messo da parte.



Significato Profondo

La frase mette in luce come condizioni diverse generino vittime o vittorie di diversa natura: nella pace la continuità naturale porta i figli a seppellire i padri, simbolo di un ciclo vitale compiuto; nella guerra l'ordine si capovolge e sono i figli a cadere, espressione di una rottura e di un costo collettivo alto. In chiave educativa e sportiva, il contrasto diventa metafora delle scelte tattiche e culturali di una squadra o di una società: una cultura «di pace» favorisce il passaggio di testimone e il consolidamento dell'esperienza, una cultura «di guerra» (agonismo esasperato, rischi estremi) può bruciare giovani promesse e invertire i ruoli naturali.
Versione Originale

"ἐν εἰρήνῃ παῖδες τοὺς πατέρας θάπτουσιν· ἐν δὲ πολέμῳ πατέρες τοὺς παῖδας."

Origine e Contesto

La frase viene tradizionalmente attribuita a Creso, re di Lidia (VI secolo a.C.), figura celebre per la sua straordinaria ricchezza e per gli episodi narrati da Erodoto. Il contesto originario è quello delle grandi tensioni politiche e belliche dell'Asia Minore in cui la riflessione sulla catastrofe della guerra era viva: la citazione viene riportata nella storiografia antica come avvertimento sul prezzo umano dei conflitti.

Fonte: Erodoto, Storie (Historiai), racconto sul regno di Creso e sugli eventi che portarono alla sua caduta (Libro I: narrazioni su Creso).

Impatto e Attualità

Rimane attuale perché formula un principio universale: le scelte collettive determinano quali generazioni pagheranno il conto. Nel mondo dello sport, serve a ricordare che decisioni tattiche, gestione delle rotazioni, procrastinazione dello sviluppo giovanile o scelte di campo estreme possono 'seppellire' carriere o, al contrario, favorire una crescita sostenibile delle nuove leve. È utile per allenatori, dirigenti e giocatori che vogliano bilanciare ambizione e tutela del talento.

Esempi di Utilizzo

  • In una squadra di basket, un allenatore che punta solo a vincere a breve termine (stile 'guerra') rischia di bruciare giovani talenti con minutaggi eccessivi o pressioni, mentre una gestione equilibrata ('pace') favorisce il naturale ricambio.
  • Un club che investe in formazione giovanile e rotazioni sostenibili permette ai veterani di concludere la carriera dignitosamente, invece di sostituirli radicalmente durante periodi di crisi agonistica.
  • Nel coaching individuale, spingere un atleta oltre la soglia di controllo può provocare infortuni e ritardi nello sviluppo; la metafora ricorda l'importanza della programmazione a lungo termine.

Variazioni e Sinonimi

  • In tempo di pace i figli sopravvivono ai padri; in guerra accade il contrario.
  • La pace conserva il corso naturale della vita, la guerra lo capovolge.
  • Quando il conflitto domina, è la prossima generazione a pagare il prezzo.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Chi era Creso?

Creso fu re di Lidia nel VI secolo a.C., noto per la sua enorme ricchezza e per il ruolo nelle vicende storiche che portarono all'espansione persiana; la sua figura è narrata da Erodoto.

Q: Che significato ha la frase nello sport?

È una metafora che mette in guardia contro scelte tattiche o gestionali che privilegiano il risultato immediato a discapito dello sviluppo delle nuove leve o della tutela dei giocatori.

Q: La frase giustifica la guerra?

No: è un'osservazione sulle conseguenze umane dei conflitti; usata in ambito sportivo enfatizza rischi e costi delle strategie aggressive, non un invito alla violenza.

Q: Dove posso citare la fonte originale?

La versione più nota della storia è in Erodoto, 'Storie', Libro I, che racconta eventi e detti relativi a Creso e al suo regno.

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Curiosità

Creso è celebre nella tradizione antica non solo per la ricchezza ma anche per l'episodio con il legislatore Solone, che gli ricordò che la felicità di un uomo non va giudicata prima della sua morte. La frase riflette l'atmosfera di meditazione morale e storica che circonda le figure regali e le loro cadute.


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