Lo jettatore: Totò e la beffa umana
Lo jettatore è chi ride delle disgrazie altrui.
💡 Riflessione AI
La frase denuncia con saggezza amara chi trova piacere nella sventura altrui; nel gioco come nella vita, questo atteggiamento corrode il rispetto reciproco e la comunità. In chiave sportiva, è il comportamento di chi esulta per il fallimento dell'avversario invece di celebrare il merito.
Frasi di Totò
Significato Profondo
Nel contesto sportivo, le immagini di 'shots' o 'tiri' mancati e di un giocatore 'killed' devono essere lette in senso figurato: il jettatore è chi gioisce per il tiro sbagliato o per il momento difficile di un avversario. Questo atteggiamento contrasta con il fair play, la resilienza e l'apprendimento collettivo che lo sport promuove, trasformando una semplice reazione emotiva in un comportamento socialmente dannoso.
"Lo jettatore è chi ride delle disgrazie altrui."
Origine e Contesto
Fonte: Aforisma attribuito a Totò edito nella raccolta informale delle sue battute e citazioni; la frase è ricorrente nelle sue esibizioni e nella cultura popolare, senza fonte univoca documentata in un singolo testo o film.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ In un derby di basket, un tifoso che esulta per il canestro sbagliato dell'avversario viene rimproverato come 'jettatore' da chi predica il rispetto tra squadre.
- ✓ Un allenatore usa la frase per insegnare alla squadra a non compiacersi degli errori degli avversari ma a concentrarsi sul proprio gioco e sulle opportunità.
- ✓ Nel lavoro di squadra fuori dal campo, un collega che commenta con scherno un errore altrui viene paragonato al jettatore per evidenziare la cattiva cultura organizzativa.
Variazioni e Sinonimi
- • Godere delle disgrazie altrui
- • Ridere delle sventure degli altri
- • Essere felice del fallimento altrui
- • Schadenfreude (termine tedesco)
- • Compiacersi della caduta altrui
Domande Frequenti (FAQ)
Individua chi si compiace della sventura altrui: non una maledizione, ma un atteggiamento etico negativo.
La frase è attribuita a Totò ed è presente nella sua produzione aforistica e nell'uso popolare, ma non sempre è possibile rintracciare una fonte unica e documentata.
Si riferisce a chi esulta per un errore dell'avversario (un canestro sbagliato) invece di rispettare il gioco: comportamento condannabile dal punto di vista del fair play.
No: va interpretata metaforicamente e moralmente. Qualsiasi riferimento a 'morto' o 'killed' va letto in senso figurato nello sport e nella vita.
Quando hai a che fare con una persona che si crede superiore agli altri e ne è fermamente convinta, ridici sopra e assecondala, perché non è bello rovinare i sogni di un idiota.
Forse vi sono momentini minuscolini di felicità, e sono quelli durante i quali si dimenticano le cose brutte. La felicità, signorina mia, è fatta di attimi di dimenticanza.