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Lo jettatore: Totò e la beffa umana

Lo jettatore è chi ride delle disgrazie altrui....

Lo jettatore è chi ride delle disgrazie altrui.

💡 Riflessione AI

La frase denuncia con saggezza amara chi trova piacere nella sventura altrui; nel gioco come nella vita, questo atteggiamento corrode il rispetto reciproco e la comunità. In chiave sportiva, è il comportamento di chi esulta per il fallimento dell'avversario invece di celebrare il merito.


Frasi di Totò


Significato Profondo

La frase «Lo jettatore è chi ride delle disgrazie altrui» individua una figura morale — non solo folkloristica — che trae soddisfazione dalle cadute altrui. In termini pedagogici, è un ammonimento contro la compiacenza verso l'altrui sofferenza: deridere un errore o una sfortuna significa alimentare una dinamica sociale negativa che può trasformare la competizione in ostilità.
Nel contesto sportivo, le immagini di 'shots' o 'tiri' mancati e di un giocatore 'killed' devono essere lette in senso figurato: il jettatore è chi gioisce per il tiro sbagliato o per il momento difficile di un avversario. Questo atteggiamento contrasta con il fair play, la resilienza e l'apprendimento collettivo che lo sport promuove, trasformando una semplice reazione emotiva in un comportamento socialmente dannoso.
Versione Originale

"Lo jettatore è chi ride delle disgrazie altrui."

Origine e Contesto

La frase è attribuita a Totò (Antonio De Curtis, 1898–1967), figura centrale della commedia italiana del Novecento: attore, poeta e aforista che ha espresso in battute e sentenze la vita quotidiana e le sue contraddizioni. Totò operò tra teatro, cinema e rivista in un’Italia del dopoguerra dove l'umorismo spesso conteneva osservazioni morali e sociali.

Fonte: Aforisma attribuito a Totò edito nella raccolta informale delle sue battute e citazioni; la frase è ricorrente nelle sue esibizioni e nella cultura popolare, senza fonte univoca documentata in un singolo testo o film.

Impatto e Attualità

Oggi la citazione resta attuale perché la dinamica che descrive si amplifica sui social e sugli spalti: la viralità può premiare la derisione e la schadenfreude, mentre nello sport professionale — dal basket all'amatoriale — il rispetto rimane fondamentale per la qualità del gioco e la crescita degli atleti. La frase invita quindi a riflettere sul valore del sostegno, anche quando si assiste a errori o a periodi negativi di una squadra o di un atleta.

Esempi di Utilizzo

  • In un derby di basket, un tifoso che esulta per il canestro sbagliato dell'avversario viene rimproverato come 'jettatore' da chi predica il rispetto tra squadre.
  • Un allenatore usa la frase per insegnare alla squadra a non compiacersi degli errori degli avversari ma a concentrarsi sul proprio gioco e sulle opportunità.
  • Nel lavoro di squadra fuori dal campo, un collega che commenta con scherno un errore altrui viene paragonato al jettatore per evidenziare la cattiva cultura organizzativa.

Variazioni e Sinonimi

  • Godere delle disgrazie altrui
  • Ridere delle sventure degli altri
  • Essere felice del fallimento altrui
  • Schadenfreude (termine tedesco)
  • Compiacersi della caduta altrui

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa significa 'jettatore' in questo contesto?

Individua chi si compiace della sventura altrui: non una maledizione, ma un atteggiamento etico negativo.

Q: La citazione è realmente di Totò?

La frase è attribuita a Totò ed è presente nella sua produzione aforistica e nell'uso popolare, ma non sempre è possibile rintracciare una fonte unica e documentata.

Q: Come si applica questa idea nello sport, ad esempio nel basket?

Si riferisce a chi esulta per un errore dell'avversario (un canestro sbagliato) invece di rispettare il gioco: comportamento condannabile dal punto di vista del fair play.

Q: È una frase violenta?

No: va interpretata metaforicamente e moralmente. Qualsiasi riferimento a 'morto' o 'killed' va letto in senso figurato nello sport e nella vita.

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Curiosità

Totò, nato Antonio De Curtis, era anche poeta e amante degli aforismi; molte sue battute divennero proverbi popolari. 'Jettatore' richiama anche la tradizione italiana dell'occhio cattivo, ma Totò usa il termine in chiave morale e ironica più che magica.


    Quando hai a che fare con una persona che si crede superiore agli altri e ne è fermamente convinta, ridici sopra e assecondala, perché non è bello rovinare i sogni di un idiota.

    In tempo di crisi, gli intelligenti cercano soluzioni, gli imbecilli cercano colpevoli.

    L’ignorante parla a vanvera. L’intelligente parla poco. ‘O fesso parla sempre.

    Forse vi sono momentini minuscolini di felicità, e sono quelli durante i quali si dimenticano le cose brutte. La felicità, signorina mia, è fatta di attimi di dimenticanza.

    Vorrei un caffè corretto con un po' di cognac, più cognac che caffè... anzi, giacché si trova, mi porti solo una tazza di cognac e non se ne parla più.

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