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La misericordia come vantaggio in campo

La misericordia di Dio! Un amore così grande, cos...

La misericordia di Dio! Un amore così grande, così profondo quello di Dio verso di noi, un amore che non viene meno, sempre afferra la nostra mano e ci sorregge, ci rialza, ci guida.

💡 Riflessione AI

La misericordia è qui evocata come una presenza costante e concreta: una mano che afferra, sostiene e rialza. In termini sportivi è il compagno di squadra invisibile che raccoglie ogni tiro sbagliato e ci spinge a riprovare.


Frasi di Papa Francesco


Significato Profondo

La frase mette in rapporto l'amore divino con immagini concrete del quotidiano: una mano che «afferra», «sorregge», «rialza» e «guida». In chiave sportiva queste azioni corrispondono al recupero dopo un errore, al sostegno della squadra nei momenti difficili e alla leadership che orienta verso il miglioramento anziché la colpa.

Il nucleo didattico è la fiducia rigenerativa: non si tratta di eliminare la responsabilità personale, ma di sottolineare che la forza per rialzarsi non è mai solo individuale. Questo approccio favorisce resilienza, coesione e una mentalità di crescita — qualità fondamentali nello sport e nella vita.
Versione Originale

"La misericordia di Dio! Un amore così grande, così profondo quello di Dio verso di noi, un amore che non viene meno, sempre afferra la nostra mano e ci sorregge, ci rialza, ci guida."

Origine e Contesto

Papa Francesco, nominato nel 2013 come primo pontefice gesuita, ha posto la misericordia al centro del suo pontificato, culminando con l'indizione del Giubileo della Misericordia (8 dicembre 2015 - 20 novembre 2016). La frase rispecchia il linguaggio pastorale delle sue omelie e dei suoi discorsi pubblici, dove spesso parla della compassione di Dio come presenza operante nelle relazioni quotidiane.

Fonte: Espressione ricorrente nelle omelie e nei discorsi di Papa Francesco, in particolare nei passaggi dedicati al tema della misericordia durante il Giubileo della Misericordia e gli incontri pastorali; non sempre attribuibile a un singolo testo pubblicato.

Impatto e Attualità

La frase resta rilevante perché risponde a bisogni contemporanei: gestione della sconfitta, ansia da prestazione e fragilità personale. Applicata allo sport, offre un paradigma positivo per allenatori e atleti: trasformare l'errore in occasione di apprendimento e costruire una cultura di squadra che sostiene chi sbaglia anziché escluderlo.

Esempi di Utilizzo

  • Timeout in partita: l'allenatore cita la frase per ricordare al giocatore che un errore non definisce la sua gara ma la squadra lo sostiene.
  • Discorso motivazionale pre-season: il capitano la usa per promuovere una cultura di fiducia reciproca e rapido recupero dopo gli errori.
  • Percorso di recupero dopo infortunio: il fisioterapista o il mentor la richiama come immagine di supporto e pazienza nel ritorno alla competizione.

Variazioni e Sinonimi

  • Dio non ci abbandona, è sempre con noi.
  • Una mano che rialza chi è caduto.
  • L'amore che non viene meno, sempre presente.
  • La misericordia che sostiene e guida il cammino.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Che cosa significa questa frase nello sport?

Indica che il sostegno — della squadra, dell'allenatore o della fede — è fondamentale per rialzarsi dopo un errore e ritrovare fiducia.

Q: È una citazione ufficiale da un testo specifico?

La frase riflette un’espressione ricorrente nei discorsi e nelle omelie di Papa Francesco sul tema della misericordia; non sempre è legata a un singolo testo pubblicato.

Q: Come può un allenatore usare questo concetto in palestra?

Può incorporarlo nel linguaggio motivazionale, promuovendo il recupero rapido degli errori, il sostegno reciproco e la responsabilità costruttiva.

Q: È adatta anche fuori dal contesto religioso?

Sì: letta in chiave umana e sportiva, la frase è un invito universale al sostegno e alla resilienza, praticabile anche in ambienti laici.

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Curiosità

Il tema della misericordia è centrale nel pontificato di Papa Francesco: ha istituito il Giubileo della Misericordia (2015-2016) e ha ripetutamente invitato la Chiesa a essere «ospedale da campo» per i feriti della vita, un'immagine che si presta naturalmente a letture legate allo sport e alla cura degli atleti.


    Una persona che lavora dovrebbe avere anche il tempo per ritemprarsi, stare con la famiglia, divertirsi, leggere, ascoltare musica, praticare uno sport. Quando un’attività non lascia spazio a uno svago salutare, a un riposo riparatore, allora diventa una schiavitù.

    Avere un fratello, una sorella che ti vuole bene è un’esperienza forte, impagabile, insostituibile.

    La famiglia non è la somma delle persone che la costituiscono, ma una “comunità di persone”. E una comunità è di più che la somma delle persone. È il luogo dove si impara ad amare, il centro naturale della vita umana. È fatta di volti, di persone che amano, dialogano, si sacrificano per gli altri e difendono la vita, soprattutto quella più fragile, più debole.

    Con il Battesimo, veniamo immersi in quella sorgente inesauribile di vita che è la morte di Gesù, il più grande atto d’amore di tutta la storia; e grazie a questo amore possiamo vivere una vita nuova, non più in balìa del male, del peccato e della morte, ma nella comunione con Dio e con i fratelli.

    Camminare insieme è sempre un arricchimento e può aprire vie nuove a rapporti tra popoli e culture che in questo periodo appaiono irti di difficoltà.

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