Non merita d’essere amato chi non abbia il coraggio di farsi odiare.
📖 Biografia e Stile
Arturo Graf (1848–1913) fu una voce colta e sfaccettata della cultura letteraria italiana: poeta, aforista e critico, un intellettuale che seppe coniugare erudizione e sensibilità moderna. Le sue liriche, spesso permeate di malinconia e ironia, si intrecciano con saggi critici attenti alla storia delle idee e all'evoluzione della poesia italiana.
Attivo anche come insegnante e collaboratore di riviste culturali, Graf influenzò generazioni di studiosi e poeti con la sua capacità analitica e il gusto per l'aforisma. La sua opera conserva un equilibrio tra approfondimento filologico e tensione europea, rendendolo figura di ponte tra tradizione e rinnovamento.
⏳ Cronologia
💡 Lo sapevi che...
- Fu prolifico collaboratore di riviste culturali, dove univa critica e riflessione aforistica.
- Il suo lavoro attraversa interessi filologici, poetici e di storia delle idee, rendendolo figura poliedrica.
📚 Opere Principali
🔗 Autori Correlati
-
-
Fa’ silenzio intorno a te, se vuoi udir cantare l’anima tua.
-
Le grandi elevazioni dell’anima non sono possibili se non nella solitudine e nel silenzio.
-
Solo chi cadde può dare altrui l’edificante spettacolo del rialzarsi.
-
Chi ha un vero amico può dire di avere due anime.
-
La felicità è come quell’oste che aveva scritto sulla sua bottega “domani si farà credito”.
-
Il modo più sicuro per rendere la vita piacevole a noi stessi è renderla piacevole agli altri.
-
Muore il giorno. In un gran ravvolgimento d’incendiate nuvole profonde. Il sol, come un perduto astro cruento, nell’alto abisso traboccò dell’onde.
-
Aiuta, se puoi, gli altri ad innalzarsi, ma a patto di non abbassarti mai tu stesso.
-
Essere modesto è spesso più facile a chi abbia fatto qualcosa che a chi non abbia fatto mai nulla.
-
Nel viaggio della vita non si danno strade in piano: sono tutte o salite o discese.
-
Se il riccio avesse un po’ di intelligenza, non avrebbe bisogno di armarsi di tante punte.
-
Datti; ma non buttarti via.
-
Triste l’uomo in cui più nulla rimanga del fanciullo.
-
Il sapere e la ragione parlano; l’ignoranza e il torto urlano.
-
A chi chiede d’essere aiutato a rialzarsi non ricusare mai di stendere la mano.
-
A chi chiede d'essere aiutato a rialzarsi non ricusare mai di stendere la mano.
-
La celebrità può anche venire a passo di corsa; ma la gloria non viene se non a piccoli passi.
-
Nessuno più noioso di chi perpetuamente si annoia.
-
Il frutto che più lento matura è l’anima dell’uomo.
-
Se ami, soffrirai; se non ami, inaridirai.
-
Se tu pretendi e ti sforzi di piacere a tutti, finirà che non piacerai a nessuno.
-
Coloro (e sono il grandissimo numero) che non li sanno misurare da altro, misurano gli uomini dal cosi detto successo.
-
La mano che accarezza può far più male della mano che percuote.
-
La ricchezza può essere buon condimento nel banchetto della vita; ma tristo quel commensale cui essa sia tutt’insieme condimento e vivanda.
-
Di là da certo segno, la ricchezza e la povertà hanno comune questa maledizione, che fanno dell’uomo uno schiavo.
-
Ottimo è quel maestro che, poco insegnando, fa nascere nell’alunno una voglia grande d’imparare.
-
I novantanove centesimi della critica che si fa tra gli uomini non nasce già dall’amore del vero, ma da presunzione, arroganza, acrimonia, litigiosità, astio gelosia.
-
I più pericolosi nemici sono quelli da cui l’uomo non pensa a difendersi.
-
La politica è troppo spesso l’arte di tradire gli interessi reali e legittimi e di crearne d’immaginari ed ingiusti.
-
La vita solo allora è bella davvero, quando è ascensione.
-
Sai tu perché suol essere terribile la collera dei pacifici? Perché subitanea esplosione di molte collere represse.
-
Che cosa è l’uomo che invidia l’altro uomo, se non una miseria che invidia un’altra miseria?
-
Ricordati che la peggior nemica, e la più dannosa, che tu possa avere, è la collera.
-
Chi in un’arte è diventato maestro, può senza danno scordarsi le regole.
-
La volgarità può mutar casa e vestito, azzimarsi, lisciarsi, andare in carrozza, sedere in trono, e sarà sempre la stessa volgarità di prima.
-
Molto pochi sono gli uomini che possono tollerare negli altri i propri difetti.
-
Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi.
-
L'ingenuità è una forza che gli astuti hanno torto di disprezzare.
-
È assai più facileessere caritatevole che giusto.