Chi troppo in alto: lezione per lo sport
Chi troppo in alto sal, cade sovente precipitevolissimevolmente.
💡 Riflessione AI
La frase avverte che l’eccesso di ambizione espone alla caduta più fragorosa; la vetta raggiunta senza equilibrio diventa fonte di rischio. Nel basket e nella vita è monito a bilanciare audacia e saggezza, tiri coraggiosi e scelta strategica.
Significato Profondo
Nel contesto sportivo (e specificamente nel basket) il detto si traduce in consigli pratici: non forzare tiri estremi per vanità, non trascurare il gioco di squadra per inseguire gloria personale; l’eccesso di fiducia o di protagonismo può compromettere la performance individuale e collettiva. È un invito a combinare ambizione con disciplina, analisi delle situazioni e rispetto dei ruoli.
"Chi troppo in alto sal, cade sovente precipitevolissimevolmente."
Origine e Contesto
Fonte: Proverbio popolare italiano; fonte originale e autore sconosciuti.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un coach richiama il capitano dopo una serie di tiri isolati: «Non possiamo rischiare; chi troppo in alto sal…». Si punta al gioco di squadra invece che all’ego.
- ✓ Un tiratore che tenta sempre il canestro da tre senza selezionare il tiro perde efficienza e la squadra subisce molteplici sconfitte: l’ambizione mal calibrata porta alla 'caduta' statistica.
- ✓ Un giovane professionista accetta subito un contratto troppo impegnativo senza esperienza: la carriera stenta. Meglio crescere gradualmente per non precipitare in difficoltà.
Variazioni e Sinonimi
- • Il troppo storpia.
- • Chi troppo vuole nulla stringe.
- • Chi si monta la testa, prima o poi cade.
- • Pride comes before a fall (L'orgoglio precede la caduta).
- • Chi sale troppo in fretta, precipita.
Domande Frequenti (FAQ)
Indica che l’eccesso di fiducia o la ricerca di gloria individuale possono portare a errori clamorosi; nel basket invita a bilanciare audacia e disciplina.
Significa valorizzare la selezione dei tiri, il gioco di squadra e la gestione del ritmo: evitare tiri forzati o decisioni impulsive che compromettono la squadra.
È un proverbio italiano di origine incerta: non esiste un autore o una prima attestazione documentata.
Sì, se interpretato correttamente: ricorda a giocatori e allenatori l’importanza dell’equilibrio tra ambizione e preparazione per evitare il crollo.
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