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Platone: Non rendere ingiustizia per ingiustizia

Non si deve rendere a nessuno ingiustizia per ingi...

Non si deve rendere a nessuno ingiustizia per ingiustizia, male per male, qual ch'ella sia la ingiuria che abbi ricevuto.

💡 Riflessione AI

La frase richiama l'imperativo etico di non restituire il male con il male, applicabile tanto alla vita quotidiana quanto al campo da gioco; è un invito alla forza morale che trasforma l'offesa in disciplina e fair play.


Frasi di Platone


Significato Profondo

La frase esprime un principio morale fondamentale: non rispondere a un'ingiustizia con un'altra ingiustizia. In termini pratici, significa che la reazione all'offesa non deve riprodurre lo stesso male subito, perché ciò perpetuerebbe il danno e minerebbe l'ordine etico sia personale che sociale. Nel tono dei dialoghi platonici, questa regola riflette la ricerca socratica della virtù come forma di autocontrollo e verità pratica.

Nel contesto sportivo (es. basket) la massima si traduce in fair play: non contrapporre reazioni violente o scorrette a un fallo subito, ma mantenere disciplina, sfruttare l'energia negativa come motivazione positiva e rispondere con tecnica, strategia e rispetto. In ambito di vita quotidiana, indica la scelta consapevole di interrompere il ciclo della vendetta, puntando a soluzioni che ricostruiscano relazioni o garantiscano giustizia senza aggravare il conflitto.
Versione Originale

"Lingua originale: greco antico. Non esiste una formulazione unica consolidata per questa specifica resa italiana; una resa approssimativa in greco antico potrebbe essere: «οὐ δεῖ ἀντιδιδόναι ἀδικίαν ἀντὶ ἀδικίας.»"

Origine e Contesto

Platone (427–347 a.C.), filosofo ateniese e allievo di Socrate, ha espresso molti dei suoi insegnamenti attraverso dialoghi in cui Socrate discute con interlocutori su virtù, giustizia e buon vivere. Il principio di non restituire male con male appare come tema ricorrente nella tradizione socratica e platonica: l'idea che la virtù non consista nel reagire impulsivamente, ma nel mantenere armonia interiore e ordine civile.

Fonte: La massima è attribuita alla tradizione dei dialoghi platonici (insegnamenti socratici). Non esiste un unico testo moderno universalmente concordato come origine esclusiva; idee analoghe compaiono in opere come il «Gorgia» e il «Crito» dove Socrate discute la giustizia e il comportamento morale.

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché affronta problemi universali: reazione alla provocazione, gestione dei conflitti e costruzione di una convivenza civile. Nel mondo contemporaneo — dallo sport agli ambienti di lavoro, fino ai social media — la capacità di non alimentare la spirale della ritorsione è centrale per la prevenzione delle escalation. Per gli atleti è una lezione di maturità: la forza vera si dimostra nel controllo e nella capacità di trasformare l'ingiustizia in crescita personale e strategia competitiva.

Esempi di Utilizzo

  • Nel basket, dopo un fallo duro subito, l'ala non risponde con spintoni ma usa l'energia per migliorare il gioco e segnare punti decisivi.
  • Un capitano di squadra difende un compagno insultato dagli avversari richiamando all'arbitro e mantenendo compostezza, guidando la squadra col rispetto.
  • Nel lavoro, un professionista non cerca vendetta dopo un torto subito ma documenta i fatti e agisce attraverso vie formali per difendere i propri diritti.

Variazioni e Sinonimi

  • Non rispondere al male con altro male.
  • Non rendere male per male.
  • Non restituire l'offesa con l'offesa.
  • Occhio per occhio rende il mondo cieco (variazione a tema simile).

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa significa questa citazione in parole semplici?

Significa che non bisogna rispondere a un torto con un altro torto: la vendetta prolunga il danno mentre la reazione morale costruisce rispetto e ordine.

Q: Come si applica nello sport come il basket?

Si applica con fair play: non reagire con falli intenzionali o aggressioni, usare disciplina e strategia per rispondere in campo.

Q: È davvero di Platone?

La frase è attribuita alla tradizione platonica/socratica; idee simili compaiono in vari dialoghi, ma la formulazione italiana è una resa traduttiva più che una citazione testuale unica.

Q: Come insegnarla ai giovani atleti?

Usando esempi pratici sul campo, role play per la gestione delle provocazioni e premiando comportamenti di leadership e controllo emotivo.

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Curiosità

Platone non scrisse trattati in prima persona: le sue idee arrivano attraverso dialoghi in cui Socrate è spesso protagonista. Molte massime morali attribuite alla tradizione socratica hanno circolato in diverse formulazioni nei secoli, perciò alcune frasi comuni nelle lingue moderne sono parafrasi o condensazioni di argomentazioni più lunghe.


    La democrazia è una forma affascinante di governo, piena di varietà e disordine, e dispensatrice di una forma di uguaglianza agli eguali e ai diseguali allo stesso modo.

    Le brave persone non hanno bisogno di leggi che dicano loro di agire responsabilmente, mentre le cattive persone troveranno un modo per aggirare le leggi.

    Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre

    Dimmi, o Socrate, non ti vergogni, alla tua età, di andare a caccia di parole, e, quando uno si sbagli di una parola, di credere di aver trovato in questo una fortuna inaspettata?

    Tu offri ai discenti l’apparenza, non la verità della sapienza; perché quand’essi, mercé tua, avranno letto tante cose senza nessun insegnamento, si crederanno in possesso di molte cognizioni, pur’essendo fondamentalmente rimasti ignoranti e saranno insopportabili agli altri perché avranno non la sapienza, ma la presunzione della sapienza.

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