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Frasi sulla Dislessia

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Frasi sulla Dislessia di Pablo Picasso

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La dislessia è un problema neurologico, non un difetto del carattere.



Se non fossi dislessico probabilmente non avrei raggiunto la posizione che ho ora. Questa condizione mi ha permesso di vedere le cose in modo diverso dagli altri e di sperimentare, lanciandomi in diverse avventure




La dislessia non è una porta murata, ma una porta chiusa a doppia mandata. Per aprirla bisogna trovare la chiave giusta.



Una percentuale incredibilmente alta di imprenditori di successo è dislessica. Questo è uno dei fatti meno noti.


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La dislessia è un disturbo specificatamente linguistico di origine costituzionale caratterizzato da difficoltà nella decodificazione delle singole parole.




Se sei dislessico, i tuoi occhi funzionano bene, il tuo cervello funziona bene, ma c’è un piccolo cortocircuito nel canale che passa tra l’occhio e il cervello. La lettura non è un processo fluido.



Se hai dei figli che stanno lottando con la dislessia, il più grande dono che puoi dare loro è la sensazione che nulla sia irraggiungibile. Con la dislessia arriva un dono molto grande, che è il modo in cui la tua mente può pensare in modo creativo.



La vita di un artista è per molti versi simile a quella di un dislessico. È nella natura di entrambi rendere il creatore una vittima, facendone un escluso e un disadattato. Se non fosse stato per la mia lotta con la dislessia, dubito che sarei mai diventato scrittore o che avrei mai saputo insegnare agli altri a scrivere.



Siamo visionari, inventori e artisti. Pensiamo in modo diverso, vediamo il mondo in modo diverso e risolviamo i problemi in modo diverso. È da questa diversità che il cervello dislessico deriva il suo splendore.



Leggo lentamente, anche se cogli anni mi sono avvicinato a un ritmo quasi normale. In compenso ogni blocco di parole diventa speciale, e una volta che l’ho isolato non lo dimentico più. Ricordo tutto.




La dislessia non è altro che non-conformismo, l’essenza stessa della diversità.



Capire la propria dislessia non è facile; non lo è scoprirla e, tanto meno, spiegarla. È una diversità invisibile; espressa in meccanismi mentali complessi, sovraffollati di immagini e schemi, che faticano ad adattarsi, se non attraverso tortuosi ragionamenti compensatori, al codificato metodo espressivo dell’alfabetizzazione.



Gli scrittori sono gli archeologi della propria anima. Scaviamo fino al fondo solo per scoprire che c’è un altro fondo e poi un altro ancora. Siamo capaci di grande sofferenza e di grandi sacrifici, ma lo scopo di questa lotta è non arrendersi mai. Per molto tempo ho pensato che non sarei riuscito a fare niente della mia vita che potesse essere considerato degno di rispetto e affetto. Non sapevo di avere qualcosa di sbagliato o di diverso nel modo in cui il mio cervello elaborava le informazioni e il linguaggio; credevo che in me ci fosse qualcosa che non andava.



Ho scoperto di essere affetto da dislessia solo all’età di cinquantot­to anni, quando la diagnosticarono a mio figlio mag­giore, che allora frequentava la seconda elementare. Dalla relazione del neuropsicologo mi resi conto che avevamo molti sintomi in comune, come il ritardo nell’elaborazione delle informazioni, una grafia orri­bile, la confusione sui nomi delle cose, un senso di frustrazione verso la lettura e quasi tutti i compiti che prevedevano la lettura




Il problema più grande per un bambino dislessico non è il problema percettivo, ma la percezione che si ha di se stessi. Questo è stato il mio più grande problema; pensavo che chiunque avrebbe potuto fare meglio di me. Mi giravo intorno e vedevo che i miei compagni potevano leggere, ma io non ne ero capace



Io credo che quando Dio ci ha creati non poteva mettere ogni cosa a posto. Così Egli deve aver tralasciato qualcosa in ognuno di noi. Non è importante quello che ha tralasciato, ma che qualsiasi cosa che ha messo dentro di noi, ognuno cerchi di scoprire cosa ha di speciale questa cosa e la sviluppi al meglio.



Cerco sempre di fare ciò che non sono capace di fare, per imparare come farlo.



La dislessia non è mancanza di intelligenza, ma mancanza di accesso. È come se avessi tutte le informazioni di cui hai bisogno, ma fosse per te più difficile elaborarle.


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Tutti hanno già finito, io ancora non capisco. Il foglio è un mare aperto e io non so nuotare, arranco, batto i piedi, cerco di galleggiare. Maestra non sgridarmi se non alzo mai la mano, non sono mica scemo… nuoto solo più piano.



Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.



L’idea del documentario è nata dall’esperienza di mio figlio, a cui a nove anni è stata diagnosticata la dislessia. Purtroppo l’ignoranza su questo argomento è ancora molto diffusa e raramente la maggior parte delle persone che ne soffre viene scoperta.