Skip to main content

Perdonare senza dimenticare: lezione per il basket

Lo stupido non perdona e non dimentica. L’ingenu...

Lo stupido non perdona e non dimentica. L’ingenuo perdona e dimentica. Il saggio perdona, ma non dimentica.

💡 Riflessione AI

Nel gioco e nella vita, perdonare è scegliere la crescita, mentre ricordare è conservare l’esperienza per non ripetere gli stessi errori; sul parquet, il fallo viene perdonato, la lezione resta. Questa frase invita a trasformare il rancore in strategia: perdono come gesto umano, memoria come allenamento.



Significato Profondo

La citazione distingue tre atteggiamenti di fronte all’offesa o all’errore: lo stupido si aggrappa al risentimento senza imparare, l’ingenuo cancella anche la lezione, il saggio invece accoglie il perdono come scelta morale ma conserva la memoria come risorsa pratica. Nel contesto sportivo, questo significa che una squadra o un allenatore possono rimettere a posto i rapporti dopo un errore (perdono) pur usando quell’episodio come materiale per correggere tattiche e preparazione (non dimenticare).

In termini educativi e di coaching, la frase sottolinea la differenza tra emotività e intelligenza pratica: il perdono evita che il gruppo si spezzi, la memoria evita la ripetizione degli errori. Così il giocatore che sbaglia un tiro decisivo viene riaccolto, ma la squadra registra l’evento per affinare tecnica, scelte di tiro e disciplina tattica.
Versione Originale

""The stupid neither forgive nor forget; the naive forgive and forget; the wise forgive but do not forget.""

Origine e Contesto

Thomas Stephen Szasz (1920–2012) è stato uno psichiatra e saggista ungherese naturalizzato statunitense, celebre critico della psichiatria istituzionale; la sua opera più nota è The Myth of Mental Illness (1961). Szasz è conosciuto per aforismi e osservazioni lapidarie sulla responsabilità personale e la libertà; la frase in questione circola come aforisma attribuito a lui, riflettendo il suo stile critico e conciso.

Fonte: Attribuita a Thomas Szasz come aforisma; non esiste una fonte univoca e verificabile in un singolo libro o discorso noto e la frase circola spesso senza citazione precisa.

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché mette al centro temi oggi cruciali nello sport: gestione dei conflitti, intelligenza emotiva, cultura della squadra e analisi degli errori (video review, analytics). In un’epoca in cui gli atleti sono esposti a pressioni mediatiche e social, perdonare senza cancellare la memoria significa promuovere resilienza collettiva e miglioramento concreto.

Esempi di Utilizzo

  • Un allenatore perdona un giocatore per un errore di posizione che ha causato una sconfitta, ma rivede l’azione in video con la squadra per correggere la lettura di gioco.
  • Dopo una serie di tiri sbagliati in partita, la squadra mantiene un approccio di sostegno (perdono) e aggiunge esercizi specifici di tiro in allenamento (non dimenticare).
  • Un capitano supera un litigio nello spogliatoio per mantenere l’unità, ma tiene nota delle dinamiche che hanno portato al conflitto per migliorare la comunicazione interna.

Variazioni e Sinonimi

  • Perdonare non vuol dire dimenticare.
  • Il saggio perdona e impara; l’ingenuo cancella la lezione.
  • Non serbare rancore, ma non perdere l’esperienza.
  • Perdonare è umano; ricordare è prudente.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Chi ha detto questa frase?

La frase è attribuita a Thomas Szasz, ma appare spesso come aforisma senza una fonte bibliografica unica verificabile.

Q: Cosa significa nel contesto del basket?

Perdonare mantiene l’armonia dello spogliatoio; ricordare serve per analizzare l’errore (tiri, scelte difensive) e migliorare tattica e preparazione.

Q: Perché il saggio non dimentica?

Perché la memoria è uno strumento di prevenzione: conservare l’esperienza permette di evitare che lo stesso errore si ripeta, senza nutrire rancore.

Q: Come applicarla in una squadra?

Favorire una cultura che perdona gli errori ma documenta e studia le cause attraverso video, feedback e allenamenti mirati.

?

Curiosità

Szasz, pur essendo psichiatra, è famoso per aver criticato l’uso coercitivo della psichiatria e per aver scritto aforismi che invitano alla responsabilità personale; molte sue frasi circolano come epigrafi senza una fonte bibliografica precisa. La citazione è popolare negli ambienti sportivi e motivazionali perché fonde etica e praticità.


Potrebbero interessarti anche

Frasi Apparenza Frasi Apparenza
Frasi sul Tramonto Frasi sul Tramonto
Frasi sui Peccati Frasi sui Peccati
Frasi sull’ira Frasi sull’ira
Frasi sulla Pazienza Frasi sulla Pazienza

Frasi sul Lasciarsi

Frasi sulle percezioni

Frasi sulla Sopravvivenza

Frasi sull'Uomo

Frasi sul Buonsenso

Frasi sull'Allenamento

Frasi sugli insegnamenti

Frasi sul talento

Frasi sulle mogli

Frasi sulla Rinascita

Frasi sulle Regole

Frasi sull'Adattamento