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Devozione, bigottismo e coscienza nello sport

La devozione, volta in bigottismo dalle anime fals...

La devozione, volta in bigottismo dalle anime false e corrotte, può viziar la coscienza peggio che ogn’altra abitudine di perversità.

💡 Riflessione AI

La citazione mette in guardia contro la trasformazione della buona devozione in bigottismo, che corrompe la coscienza più di altri vizi. Nel linguaggio sportivo e della vita, è un monito contro l’adesione cieca che svuota il discernimento.



Significato Profondo

Nievo denuncia come una disposizione positiva — la devozione — possa essere distorta da persone ipocrite e corrotte fino a diventare bigottismo: un atteggiamento che non solo tradisce la sua origine virtuosa ma modifica profondamente la coscienza, rendendola insensibile al bene. In ambito sportivo e di vita quotidiana, il tema si traduce nell’avvertimento che l’adesione incondizionata (a una tattica, a un leader, a un rito) può offuscare il giudizio e favorire comportamenti eticamente nocivi.

Dal punto di vista psicologico e sociale, la frase richiama meccanismi come il conformismo, la dissonanza cognitiva e la morale di gregge: quando la devozione non è nutrita da riflessione critica diventa terreno fertile per l’abuso di potere e per pratiche che 'vizziano' la coscienza. Per atleti, allenatori e tifosi il richiamo è a preservare equilibrio tra passione e responsabilità morale.
Versione Originale

"La devozione, volta in bigottismo dalle anime false e corrotte, può viziar la coscienza peggio che ogn’altra abitudine di perversità."

Origine e Contesto

Ippolito Nievo (1831–1861), scrittore e patriota italiano, visse nel periodo del Risorgimento; la sua opera più nota è Le confessioni di un italiano, pubblicata postuma nel 1867. Il suo sguardo critico verso ipocrisia sociale, istituzionale e religiosa nasce dal contesto di trasformazioni politiche e morali dell’Italia ottocentesca, e la frase riflette questa tensione tra ideale e degenerazione.

Fonte: Le confessioni di un italiano (pubblicato postumo, 1867)

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché descrive un problema universale: la passione trasformata in dogma. Nel contesto sportivo moderno — basket compreso — si vede nel culto del risultato a tutti i costi, nello zelo dei tifosi che giustificano scorrettezze o in allenatori che rifiutano adattamenti tecnici per fedeltà a teorie superate. In un’epoca di social media e polarizzazione, l’avvertimento di Nievo aiuta a riconoscere le derive del fanatismo e a promuovere etica, responsabilità e pensiero critico.

Esempi di Utilizzo

  • Un allenatore che, per devozione a una tattica personale, ignora i dati e le condizioni dei giocatori, metaforicamente 'uccide' le possibilità di vittoria del team: esempio di bigottismo tattico.
  • Un giocatore che sostituisce l’allenamento tecnico con rituali superstiziosi perde fiducia nei tiri decisivi; la devozione al gesto rituale vizia la coscienza sportiva e peggiora le performance.
  • Una tifoseria che difende a priori un atleta accusato di scorrettezze, 'seppellendo' ogni critica utile, mostra come la devozione trasformata in fanatismo danneggi la cultura della squadra e la responsabilità collettiva.

Variazioni e Sinonimi

  • La devozione degenerata in bigottismo corrompe l’anima
  • La fede cieca opprime la coscienza più di ogni vizio
  • Il culto incondizionato divora il giudizio morale
  • L’ortodossia senza riflessione contamina la coscienza
  • La passione non critica diventa fonte di perversità

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa intende Nievo con 'devozione' e 'bigottismo'?

Intende la trasformazione di un sentimento nobile in rigidità intollerante: la devozione diventa bigottismo quando perde autocritica e si fa strumento di falsità.

Q: Come si applica questa idea al basket?

Nel basket si traduce in adesione cieca a schemi, rituali o idoli che impediscono adattamento tattico, crescita tecnica e scelte etiche della squadra.

Q: La devozione è sempre negativa secondo Nievo?

No: Nievo critica la deviazione della devozione in bigottismo; la devozione autentica, consapevole e critica resta una virtù.

Q: Dove si trova la citazione completa?

La frase è attribuita a Ippolito Nievo e compare nel contesto delle sue riflessioni in Le confessioni di un italiano (pubblicato postumo).

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Curiosità

Nievo morì giovane nel 1861 in un naufragio; la sua opera più celebre, Le confessioni di un italiano, combina romanzo autobiografico e riflessione storica sul Risorgimento ed è stata pubblicata dopo la sua morte. La sua sensibilità verso l’ipocrisia sociale rende frequente il ricorso alle sue frasi in discussioni morali e culturali.


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