Devozione, bigottismo e coscienza nello sport
La devozione, volta in bigottismo dalle anime false e corrotte, può viziar la coscienza peggio che ogn’altra abitudine di perversità.
💡 Riflessione AI
La citazione mette in guardia contro la trasformazione della buona devozione in bigottismo, che corrompe la coscienza più di altri vizi. Nel linguaggio sportivo e della vita, è un monito contro l’adesione cieca che svuota il discernimento.
Significato Profondo
Dal punto di vista psicologico e sociale, la frase richiama meccanismi come il conformismo, la dissonanza cognitiva e la morale di gregge: quando la devozione non è nutrita da riflessione critica diventa terreno fertile per l’abuso di potere e per pratiche che 'vizziano' la coscienza. Per atleti, allenatori e tifosi il richiamo è a preservare equilibrio tra passione e responsabilità morale.
"La devozione, volta in bigottismo dalle anime false e corrotte, può viziar la coscienza peggio che ogn’altra abitudine di perversità."
Origine e Contesto
Fonte: Le confessioni di un italiano (pubblicato postumo, 1867)
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un allenatore che, per devozione a una tattica personale, ignora i dati e le condizioni dei giocatori, metaforicamente 'uccide' le possibilità di vittoria del team: esempio di bigottismo tattico.
- ✓ Un giocatore che sostituisce l’allenamento tecnico con rituali superstiziosi perde fiducia nei tiri decisivi; la devozione al gesto rituale vizia la coscienza sportiva e peggiora le performance.
- ✓ Una tifoseria che difende a priori un atleta accusato di scorrettezze, 'seppellendo' ogni critica utile, mostra come la devozione trasformata in fanatismo danneggi la cultura della squadra e la responsabilità collettiva.
Variazioni e Sinonimi
- • La devozione degenerata in bigottismo corrompe l’anima
- • La fede cieca opprime la coscienza più di ogni vizio
- • Il culto incondizionato divora il giudizio morale
- • L’ortodossia senza riflessione contamina la coscienza
- • La passione non critica diventa fonte di perversità
Domande Frequenti (FAQ)
Intende la trasformazione di un sentimento nobile in rigidità intollerante: la devozione diventa bigottismo quando perde autocritica e si fa strumento di falsità.
Nel basket si traduce in adesione cieca a schemi, rituali o idoli che impediscono adattamento tattico, crescita tecnica e scelte etiche della squadra.
No: Nievo critica la deviazione della devozione in bigottismo; la devozione autentica, consapevole e critica resta una virtù.
La frase è attribuita a Ippolito Nievo e compare nel contesto delle sue riflessioni in Le confessioni di un italiano (pubblicato postumo).
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