Quando la depressione incontra il gioco
La depressione è un male di vivere talmente penetrante che il pensiero della morte diventa un balsamo, una consolazione.
💡 Riflessione AI
La frase mette a nudo la profondità del dolore interiore: la morte diventa immagine di sollievo quando la sofferenza è continua. Nel linguaggio sportivo significa che la resa o la rinuncia possono apparire come l'unica via d'uscita da una stagione di fallimenti.
Significato Profondo
Dal punto di vista educativo, la citazione mette in guardia: riconoscere questo meccanismo è il primo passo per intervenire. Nel contesto di squadra, allenatori e staff devono saper distinguere tra crisi temporanee e depressione prolungata, offrendo supporto psicologico e strategie per ripristinare senso, obiettivi e fiducia, trasformando la sensazione di "consolazione" passiva in un progetto di cura e ripartenza.
"La depressione è un male di vivere talmente penetrante che il pensiero della morte diventa un balsamo, una consolazione."
Origine e Contesto
Fonte: La frase è attribuita a Vittorino Andreoli e ricorre in interviste e raccolte di aforismi di carattere psicologico; non sempre è rintracciabile in un singolo testo pubblicato come citazione univoca.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un allenatore di basket cita la frase per spiegare ai giovani quando la rinuncia al tiro diventa un segnale di burnout e non solo di insicurezza.
- ✓ Uno psicologo dello sport la utilizza in una sessione per far comprendere a un giocatore che la 'voglia di mollare' è spesso sintomo di sofferenza, non di debolezza.
- ✓ Un commentatore sportivo la menziona dopo una lunga serie di sconfitte per introdurre il tema dell'importanza del sostegno psicologico nel recupero di una squadra.
Variazioni e Sinonimi
- • La sofferenza rende la fine una consolazione.
- • Quando il dolore è profondo, l'idea della fine dà sollievo.
- • La disperazione trasforma la resa in conforto.
- • Il malessere reso cronico fa sembrare la chiusura una cura.
Domande Frequenti (FAQ)
No. Si tratta di un'osservazione clinica sul peso emotivo della depressione; va interpretata come monito a riconoscere il disagio e a cercare aiuto professionale.
Nel basket indica la tendenza a evitare il rischio, non prendersi responsabilità tattiche o rinunciare dopo una serie di errori: segnali che richiedono intervento psicologico e supporto di squadra.
La frase è attribuita a Vittorino Andreoli, ricorrente in interviste e raccolte; non sempre è possibile collegarla a un singolo libro pubblicato.
Rivolgersi a un medico, a uno psicologo dello sport o a servizi di salute mentale; nelle squadre è utile attivare uno staff multidisciplinare che includa supporto psicologico.
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