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Esistere o essere solo responsabilità nel basket

Credo che in ogni vita ci siano periodi in cui un ...

Credo che in ogni vita ci siano periodi in cui un uomo esiste realmente, e altri in cui egli non è che un agglomerato di responsabilità, di fatiche e, per le teste deboli, di vanità.

💡 Riflessione AI

La citazione contrappone l'esperienza piena dell'esistenza alla riduzione dell'individuo a un insieme di doveri e apparenze; nello sport significa distinguere chi gioca con autenticità da chi si limita a eseguire ruoli. È un invito a cercare il momento in cui si «esiste realmente», anche tra fatiche e responsabilità sul parquet.



Significato Profondo

La frase distingue due modi di «stare al mondo»: uno in cui l'individuo è pienamente presente, agisce con autenticità e vive esperienze che lo definiscono; l'altro in cui la persona è ridotta a un accumulo di doveri, stanchezza e, per chi non ha equilibrio interiore, vanità che mascherano la mancanza di senso. In termini pedagogici, è un richiamo alla qualità dell'esperienza rispetto alla sola quantità di impegni svolti.

Applicata allo sport, e in particolare al basket, la riflessione si traduce nella differenza tra giocare con «flusso» e libertà creativa o limitarsi a svolgere incarichi tattici sotto il peso delle aspettative. Squadre e atleti rischiano di diventare «agglomerati di responsabilità» quando le pressioni (contratti, ruoli, routine di allenamento) finiscono per soffocare la dimensione ludica e la motivazione intrinseca che rendono il gesto sportivo vivo e significativo.
Versione Originale

"Je crois qu'il y a dans toute vie des périodes où un homme existe vraiment, et d'autres où il n'est qu'un agglomérat de responsabilités, de fatigues et, pour les têtes faibles, de vanité."

Origine e Contesto

La frase proviene dalla produzione letteraria di Marguerite Yourcenar (1903–1987), scrittrice francese nota per l'interesse verso l'antichità classica e per lo stile riflessivo. La citazione è associata al clima intimista e storico del suo romanzo più celebre, pubblicato nel 1951, che prende la forma di una lunga lettera immaginaria del principe imperiale Adriano: un'opera in cui introspezione, memoria e responsabilità si intrecciano.

Fonte: Mémoires d'Hadrien (1951)

Impatto e Attualità

La riflessione resta attuale perché affronta temi centrali della modernità: identità frammentata, burnout, pressione delle responsabilità e ricerca di senso. Nel contesto sportivo contemporaneo, con atleti esposti a media, risultati e ruoli specialistici, la frase invita allenatori, dirigenti e giocatori a valorizzare la persona oltre le statistiche, promuovendo benessere mentale e libertà di espressione tecnica.

Esempi di Utilizzo

  • Un playmaker in stagione vede i suoi tiri diventare meccanici quando sente solo il peso delle responsabilità: recuperare il «giocare» autentico significa ritrovare fiducia e creatività sul campo.
  • Un allenatore cita la frase in spogliatoio per ricordare alla squadra che la leadership non è solo compiti e ordini, ma anche presenza e capacità di ispirare l'azione collettiva.
  • Un giovane atleta, sovraccaricato da aspettative esterne, usa la riflessione per rimettere al centro la passione per il gioco e prevenire il burnout mantenendo equilibrio tra vita personale e impegni sportivi.

Variazioni e Sinonimi

  • Vivere pienamente o sopravvivere ai doveri
  • Esistenza autentica versus ruolo imposto
  • Tra essere e apparire
  • Gioco libero contro peso delle responsabilità
  • Essere sé stessi o un insieme di obblighi

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Chi è Marguerite Yourcenar?

Una scrittrice francese (1903–1987), autrice di Mémoires d'Hadrien; prima donna eletta all'Académie française.

Q: Da dove proviene questa citazione?

La frase è tratta dal contesto del suo romanzo Mémoires d'Hadrien, pubblicato nel 1951.

Q: Come si applica questa idea al basket pratico?

Serve da spunto per distinguere il giocare autentico dalla mera esecuzione di compiti: promuove allenamenti che valorizzino creatività, benessere e senso di squadra.

Q: Può essere usata in un discorso motivazionale?

Sì: funziona bene per richiamare attenzione su identità, responsabilità equilibrata e sulla necessità di mantenere il piacere del gioco.

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Curiosità

Marguerite Yourcenar, nata Marguerite Cleenewerck de Crayencour, fu la prima donna eletta all'Académie française (1980). Il suo romanzo Mémoires d'Hadrien è scritto come una lettera-introspezione dell'imperatore Adriano ed è considerato un punto di riferimento per le riflessioni sulla responsabilità del potere e sulla vita interiore.


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