Vivo, sono partigiano: etica nello sport
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.
💡 Riflessione AI
La frase parla di scelta morale: vivere significa schierarsi. Nel contesto sportivo suggerisce che passione e impegno escludono l'indifferenza sul campo e nella vita.
Significato Profondo
"Odio chi non parteggia" va letto come condanna dell'indifferenza e dell'apatia: nello sport e nella vita l'indifferenza annulla il valore dell'azione collettiva. Il messaggio pedagogico è chiaro per allenatori e atleti: ogni scelta, ogni tiro e ogni passaggio assume responsabilità etica e racconta una posizione.
"Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita ad Antonio Gramsci; la formulazione è diffusa in raccolte di citazioni e biografie ma non è riferibile con certezza a un passaggio identificabile dei Quaderni del carcere o di una specifica lettera pubblicata. Viene dunque considerata una citazione di ampia circolazione attribuita all'autore.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Timeout dell'allenatore: "Siamo partigiani del nostro gioco: niente indifferenza, ogni tiro conta" (metafora sul tiro come responsabilità).
- ✓ Documento valoriale di una squadra: "Ci schieriamo per il rispetto e la fatica comune; chi resta indifferente non appartiene al nostro progetto".
- ✓ Intervista a un capitano: "Sul parquet non ci si può limitare: essere partigiani significa non lasciare tiri a metà, prendersi la responsabilità delle scelte".
Variazioni e Sinonimi
- • Prendo posizione, rifiuto la neutralità
- • Sono dalla parte del mio team; disdegno l'indifferenza
- • Essere schierati, non spettatori
- • Scegliere di partecipare, non restare neutri
Domande Frequenti (FAQ)
Non si riferisce solo al militante armato: indica chi prende posizione, chi si impegna attivamente per valori e obiettivi condivisi.
Sì: letta in chiave sportiva la frase sottolinea impegno, responsabilità collettiva e rifiuto dell'indifferenza verso la squadra e i valori del gioco.
È attribuita a Gramsci ma la formulazione circolante non corrisponde in modo univoco a un passo identificabile delle sue opere note; spesso figura in raccolte e citazioni biografiche.
Usarla come stimolo per costruire una cultura di responsabilità: allenamenti focalizzati, ruoli chiari e il rifiuto dell'atteggiamento passivo di chi non contribuisce.
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