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Mezza verità, grande bugia: lezione per il basket

Una mezza verità è spesso una grande bugia....

Una mezza verità è spesso una grande bugia.

💡 Riflessione AI

La mezza verità scivola come un pallone apparentemente a segno: sembra chiudere il gioco, ma può tradire la squadra. Sul campo e nella vita, l’omissione distorce il conto dei tiri e delle vittorie.



Significato Profondo

La frase segnala che troncare la verità non la rende meno ingannevole: quando si presenta solo una parte dei fatti si costruisce una narrativa che può essere più fuorviante della menzogna esplicita. In termini morali, avverte contro il comodo ricorso alle omissioni e alle mezze affermazioni che salvano le apparenze a breve termine ma distruggono fiducia e credibilità a lungo termine.

Applicata al contesto sportivo — e al basket in particolare — la massima prende forma nelle dinamiche di squadra: statistiche parziali, comunicazioni filtrate o rapporti che nascondono infortuni sono «mezze verità» che alterano le decisioni tattiche, compromettono la coesione del gruppo e possono trasformare buoni tiri in occasioni perdute. L’immagine dei "tiri" e del "morto/killed" va letta metaforicamente: un tiro nascosto o un giocatore "messo fuori gioco" dalla disinformazione sono danni di natura sportiva e morale, non violenta.
Versione Originale

"Half a truth is often a great lie."

Origine e Contesto

La massima è tradizionalmente attribuita a Benjamin Franklin, figura chiave dell'Illuminismo americano del XVIII secolo. Franklin era noto per le sue aforismi pubblicate sotto lo pseudonimo di "Poor Richard" (Richard Saunders) in raccolte come Poor Richard's Almanack, che contenevano massime pratiche e morali pensate per un pubblico popolare. Le sentenze di Franklin circolavano come consigli di vita, lavoro e virtù civica, riflettendo l'attenzione del tempo per la prudenza e l'onestà pratiche.

Fonte: Attribuita a Benjamin Franklin; massima pubblicata tra le tante aforismi raccolti nel Poor Richard's Almanack (sotto lo pseudonimo Richard Saunders). Non esiste sempre una singola fonte datata precisa per molte di queste sentenze, ma l'origine va ricondotta alle raccolte aforistiche di Franklin.

Impatto e Attualità

Oggi la frase resta pertinente perché viviamo in un ecosistema informativo di dati parziali: highlights sui social, report statistici selettivi, dichiarazioni mediatizzate che omettono dettagli. Nel basket moderno, analytics e comunicazione istantanea rendono la trasparenza cruciale; una mezza verità può falsare scouting, decisioni contrattuali e la fiducia nella leadership. Più in generale, la massima è un monito sulla qualità delle informazioni in qualsiasi contesto competitivo e collaborativo.

Esempi di Utilizzo

  • Un allenatore annuncia che «la squadra sta bene» ma tace su piccoli infortuni: la mezza verità falsifica le scelte di rotazione e i tiri rischiano di essere forzati.
  • Un giocatore pubblica solo le migliori statistiche sui social: il racconto parziale crea aspettative errate e può 'uccidere' la fiducia del gruppo quando emergono i deficit reali.
  • Un report di scouting omette la tendenza al tiro forzato di un avversario: la valutazione incompleta porta a scelte tattiche sbagliate durante la partita.

Variazioni e Sinonimi

  • Mezza verità è peggio di una bugia completa
  • Una verità a metà inganna più di una menzogna
  • Half-truths are whole lies
  • Un'informazione parziale vale come inganno
  • La verità incompleta è ingannevole

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Chi ha detto questa frase?

La frase è tradizionalmente attribuita a Benjamin Franklin, nota negli scritti e nelle massime raccolte in Poor Richard's Almanack.

Q: Cosa significa nel contesto del basket?

Significa che informazioni parziali su forma, infortuni o tattiche possono ingannare staff e compagni, portando a decisioni sbagliate in partita e gestione della squadra.

Q: Come si può applicare nella vita sportiva quotidiana?

Promuovendo trasparenza tra giocatori e staff: comunicare condizioni reali, condividere dati completi e costruire fiducia evitando omissioni strategiche o emotive.

Q: La frase ha una fonte precisa?

È attribuita a Franklin e compare tra le massime associate a Poor Richard; tuttavia molte di queste sentenze circolarono senza una singola data di pubblicazione.

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Curiosità

Benjamin Franklin pubblicava molte massime pratiche sotto lo pseudonimo di "Poor Richard" (Richard Saunders). Molte delle sue frasi sono entrate nel linguaggio comune e spesso vengono citate senza indicare la fonte precisa: alcune massime non hanno una data di prima apparizione univoca perché circolavano oralmente e attraverso diverse edizioni dell'almanacco.


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