La responsabilità a tre nel gioco e nell'amore
Quando finisce una storia d'amore le colpe non sono mai tutte dell'uno o tutte dell'altro, sono sempre di tutti e tre.
💡 Riflessione AI
Una sentenza che taglia come un time-out: ricorda che nelle rotture, così come nelle sconfitte, la responsabilità viene divisa fra più attori. Nel gergo del basket è un play corale: non si segna solo con il singolo tiro, e non si perde mai solo per colpa di uno.
Significato Profondo
Il numero tre funziona da dispositivo retorico: suggerisce una terna simbolica (giocatore, compagni/panchina, staff/contesto) che assieme costruisce l'esito. Interpretando termini come "tiri" o "morto" in senso metaforico, la frase invita a cercare responsabilità distribuite anziché capri espiatori, promuovendo cultura della squadra, autoanalisi e responsabilità collettiva.
"Quando finisce una storia d'amore le colpe non sono mai tutte dell'uno o tutte dell'altro, sono sempre di tutti e tre."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a interventi pubblici e a citazioni online di Rocco Barbaro; non esiste una fonte bibliografica ufficiale documentata su un libro o un film noto.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Dopo una sconfitta importante, il capitano ricorda ai compagni che «le colpe sono di tutti e tre» per stimolare autocritica costruttiva anziché rimpallo di responsabilità.
- ✓ Un allenatore usa la frase in conferenza per spiegare che il passaggio sbagliato, la scelta tattica e l'errore della panchina hanno contribuito insieme al KO.
- ✓ Un articolo sportivo la cita per descrivere come lo stress extra-sportivo (famiglia, media, aspettative) insieme a prestazioni tecniche possa influire sulla carriera di un atleta.
Variazioni e Sinonimi
- • La colpa è sempre condivisa, mai tutta di uno solo.
- • Una squadra perde insieme, non per colpa di un singolo.
- • I fallimenti nascono da più cause, non da un solo errore.
- • Non esistono soli colpevoli: esistono contesti e responsabilità comuni.
Domande Frequenti (FAQ)
"Tutti e tre" è una costruzione metaforica che invita a includere più agenti responsabili: il singolo, i compagni/panchina e il contesto tecnico/umano (allenatore, preparazione, ambiente).
Nel basket significa che errori individuali sono spesso il prodotto di scelte tattiche, comunicazione in campo e condizioni emotive; per migliorare serve analisi collettiva e lavoro di squadra.
Sì: usata con equilibrio, può favorire la responsabilità condivisa e prevenire il rimpallo di colpe, stimolando la crescita collettiva.
No: parole come "shots" o "morto" vanno interpretate in senso metaforico o sportivo; la frase è un aforisma sulla responsabilità, non un incitamento alla violenza.
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