Vanità, scherno e gioco di squadra
Prendersi in giro da soli è abbastanza brutto, ma il vanitoso è preso in giro da tutti.
💡 Riflessione AI
Nel gioco della vita e del basket, ridere di sé è gesto di lucidità; la vanità trasforma l'atleta in bersaglio comune. Questa frase invita all'umiltà: prendersi con leggerezza è resiliente, vantarsi è autolesionismo sociale.
Significato Profondo
Nel linguaggio del basket la differenza si legge nel modo in cui un giocatore tratta gli insuccessi: chi scherza sul proprio errore mantiene autorità morale; chi si vanta si espone al ridicolo, rischiando di diventare il bersaglio delle critiche e di perdere coesione con la squadra. Il concetto è applicabile anche alla vita quotidiana: l'umiltà preserva relazioni e credibilità, la vanità le mette in pericolo.
"To laugh at oneself is bad enough, but the vain man is laughed at by all."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a William Penn. Non risultano citazioni puntuali rintracciabili nei testi principali di Penn; la massima compare in varie raccolte di aforismi e citazioni storiche, con formulazioni simili ma senza fonte primaria definitivamente documentata.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Basket: un giocatore che prende in giro il proprio tiro sbagliato mantiene il rispetto del gruppo; chi si vanta dopo pochi canestri diventa presto oggetto di sfottò.
- ✓ Allenatore: un coach che ammette un errore tattico crea fiducia; un allenatore vanitoso perde l'autorità e il sostegno della squadra.
- ✓ Vita e social: un atleta che risponde con umorismo a una gaffe sui social disinnesca critiche; chi reagisce con arroganza alimenta meme e derisione.
Variazioni e Sinonimi
- • Chi si vanta è facile bersaglio.
- • Meglio ridere di sé che farsi ridere degli altri.
- • L'umiltà salva; la vanità espone.
- • Chi si mette in mostra finisce per essere deriso.
Domande Frequenti (FAQ)
William Penn (1644–1718) fu un quacchero inglese, fondatore della colonia della Pennsylvania e autore di testi sulla libertà religiosa e l'etica civile.
È comunemente attribuita a Penn, ma l'origine primaria non è sempre verificabile: appare in raccolte di aforismi con formulazioni simili.
In campo l'autoironia aiuta a gestire gli errori e a mantenere l'unità; la vanità può isolare un giocatore e indebolire la fiducia della squadra.
Perché in un'epoca di visibilità immediata (social e media) l'umiltà preserva relazioni e carriera, mentre la vanità produce critiche rapide e durature.
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