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Molière, matrimonio e metafora sportiva

Oh che fatica aver moglie! e come ha ragione Arist...

Oh che fatica aver moglie! e come ha ragione Aristotele quando dice che una donna è peggio d’un diavolo!

💡 Riflessione AI

La frase legge il matrimonio come una partita lunga e faticosa, dove l’avversario è anche compagno e specchio. In chiave sportiva diventa metafora della resistenza, della strategia e della continua rincorsa ai tiri della vita.


Frasi di Molière


Significato Profondo

La frase sfrutta l’iperbole comica per rappresentare la «faticosa» convivenza matrimoniale: l’immagine di una donna «peggio d’un diavolo» è una provocazione retorica che, nel registro della commedia, mira più a suscitare risata e riflessione sulle tensioni domestiche che a enunciare una verità morale. Nel contesto del gioco, questa esagerazione può essere reinterpretata come la descrizione della sfida costante che un atleta o una squadra affronta: gli imprevisti, i rimbalzi inattesi, i tiri difficili che mettono a dura prova la resistenza e l’ingegno.

Richiamando Aristotele, l’autore invoca un’autorità classica per accentuare la battuta; è un espediente satirico comune nel teatro classico. Oggi la frase va letta criticamente: oltre all’umorismo, rivela stereotipi di genere dell’epoca e offre però, se trasformata in chiave sportiva, una risorsa metaforica per parlare di rivalità, cooperazione e capacità di gestire «colpi» e «tiri» nella vita e nello sport.
Versione Originale

"Ah! que c'est peine d'avoir une femme! Et comme Aristote avait raison de dire qu'une femme est pire qu'un diable! (variazioni testuali nelle edizioni francesi e nelle traduzioni)"

Origine e Contesto

Jean-Baptiste Poquelin, noto come Molière (1622–1673), è il principale commediografo francese del XVII secolo, celebre per le sue satire delle ipocrisie sociali e morali. Le sue commedie sul matrimonio e sulla gelosia, come L'École des femmes (La scuola delle mogli, 1662) e L'École des maris (La scuola dei mariti, 1661), esplorano tensioni con tono farsesco; molte battute popolari sono circolate in traduzioni e rielaborazioni successive, contribuendo a variazioni testuali nel tempo.

Fonte: Attribuita a Molière e frequentemente riportata nelle traduzioni italiane delle sue commedie sul matrimonio (in particolare L'École des femmes/L'École des maris), con varianti testuali dovute alle diverse edizioni e adattamenti teatrali.

Impatto e Attualità

La frase resta rilevante perché incarna il modo in cui l’arte può cristallizzare e trasmettere stereotipi storici, stimolando oggi una discussione critica su ruoli di genere. In ambito sportivo è utile come figura retorica: allenatori e commentatori la possono usare (con cautela) per descrivere un’avversaria formidabile o la durezza di una stagione, sottolineando resilienza, adattamento tattico e spirito di squadra. Va però sempre accompagnata da contestualizzazione critica per evitare letture offensive.

Esempi di Utilizzo

  • Un allenatore usa la battuta in conferenza per descrivere la durezza dell’avversaria: «Quella squadra è una sfida continua, è come avere un’ostacolista implacabile ai rimbalzi».
  • Un articolo sportivo paragona la convivenza in una stagione lunga a una relazione: «Tra infortuni e trasferte, gestire la squadra è una fatica simile al compito che Molière descrive—un esercizio di resistenza».
  • Un giocatore scherza dopo una serie di tiri sbagliati: «Oggi i tiri mi ammazzano, sono peggio d’un diavolo!» (uso metaforico, non letterale).

Variazioni e Sinonimi

  • Che fatica la convivenza quotidiana
  • Il rapporto è una partita da difendere
  • Una compagna può essere la sfida più grande
  • Il matrimonio come prova di resistenza
  • Una presenza che impone strategia costante

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Questa frase è davvero di Molière?

È tradizionalmente attribuita a Molière e circola nelle traduzioni delle sue commedie sul matrimonio, ma esistono varianti testuali dovute a edizioni e adattamenti.

Q: È offensiva usare la frase oggi?

Può risultare offensiva se letta letteralmente. È preferibile contestualizzarla come satira storica o trasformarla in metafora sportiva per evitare stereotipi di genere.

Q: Come adattare la citazione in ambito sportivo?

Usala come figura retorica per descrivere una sfida, la fatica della competizione o la resistenza mentale: evita attacchi personali e mantieni tono giocoso e critico.

Q: Perché Aristotele è citato?

Richiamare Aristotele è un espediente satirico: invocare un’autorità classica amplifica la battuta e sottolinea l’ironia della critica sociale.

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Curiosità

Molière firmava con lo pseudonimo derivato dal suo cognome (Poquelin) e spesso inseriva riferimenti a filosofi antichi per ironizzare sull’autorità intellettuale del tempo. Molte battute attribuite a lui sono note per essere state trasmesse oralmente e adattate, motivo per cui si trovano varianti testuali nelle traduzioni.


    Se non essere cornuti vi sembra un gran bene, l’unico modo è non sposarsi affatto.

    Bisognerebbe fare un lungo esame di coscienza prima di pensare a criticare gli altri.

    Non è solo per quello che facciamo che siamo ritenuti responsabili, ma anche per quello che non facciamo.

    Maggiore è l’ostacolo, maggiore è la gloria nel superarlo.

    Abbiate pure cento belle qualità, la gente vi guarderà sempre dal lato più brutto.

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