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Parole che sono tiri a vuoto

Non v'è nulla di più spregevole d'un oratore di ...

Non v'è nulla di più spregevole d'un oratore di professione che usa le sue parole come un ciarlatano usa i suoi rimedi.

💡 Riflessione AI

Le parole possono essere usate come strumenti di valore o come trucchetti da banco: quando l'eloquenza diventa facciata, danneggia chi ascolta e chi gioca. Nello sport come nella vita, meglio un passaggio concreto che un piazzato verbale senza sostanza.



Significato Profondo

La frase denuncia l'uso strumentale e mercenario della parola: l'oratore che parla per mestiere senza responsabilità morale tratta il linguaggio come un rimedio fasullo, vendendo soluzioni apparenti invece di verità o azione concreta. In termini didattici, è un monito contro la retorica che promette risultati senza offrire contenuti o metodo, perché la persuasione priva di sostanza si rivela inefficace e dannosa nel tempo.

Nel contesto sportivo la metafora è particolarmente efficace: le parole di un allenatore, di un commentatore o di un leader di squadra possono motivare e orientare, ma se sono soltanto slogan finiscono per essere 'tiri a vuoto' — apparenti soluzioni che non migliorano il gesto, la tattica o la cultura del gruppo. La vera eloquenza, quindi, è quella che educa, corregge e sostiene con coerenza tra parole e azioni.
Versione Originale

"Il n'y a rien de plus méprisable qu'un orateur de profession qui emploie ses paroles comme un charlatan emploie ses remèdes."

Origine e Contesto

François Fénelon (1651–1715) fu arcivescovo, scrittore e pedagogo francese noto per le sue opere morali e per Télémaque, che influenzò il pensiero politico ed educativo del suo tempo. Attivo alla corte di Luigi XIV come precettore del Delfino e poi critico lieve delle forme di potere assoluto, Fénelon rifletté spesso sull'etica della parola e sull'educazione; la sua prudenza verso la retorica sterile nasce dal contesto religioso e pedagogico del tardo XVII secolo, in cui l'eloquenza era sia strumento di persuasione che di formazione morale.

Fonte: La citazione è attribuita a François Fénelon e circola in raccolte di aforismi e riflessioni sull'eloquenza; non sempre è possibile rintracciarla in una fonte singola e specifica, ma si inscrive nel corpus delle sue riflessioni morali ed educative (lettere e saggi sull'eloquenza e la virtù).

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché viviamo in un'epoca di comunicazione immediata: social media, talk show e marketing sportivo amplificano i messaggi facili. Nel basket e nello sport in generale, le dichiarazioni ad effetto di allenatori, dirigenti o influencer possono coprire carenze reali; quando le parole non sono seguite da pratica e rigore, diventano placebo retorico. Riconoscerlo aiuta a privilegiare la comunicazione che costruisce abilità tecniche, disciplina tattica e fiducia autentica nella squadra.

Esempi di Utilizzo

  • In allenamento, un coach che lancia slogan motivazionali ma non corregge i tiri: parole che si traducono in tiri a vuoto nella partita.
  • Un commentatore TV che propone soluzioni facili dopo ogni sconfitta: venditore di rimedi verbali senza analisi tecnica.
  • Un capitano che elogia pubblicamente ma non lavora con la squadra sui fondamentali: parole-placebo che non 'curano' il gioco.

Variazioni e Sinonimi

  • Parole vuote che non sostengono l'azione
  • Venditore di fumo verbale
  • Ciarlatano dell'eloquenza
  • Eloquenza senza sostanza
  • Promesse da oratore, risultati mancanti

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Chi era François Fénelon?

Un arcivescovo, scrittore e pedagogo francese (1651–1715), noto per Télémaque e per le sue riflessioni sull'educazione e la moralità.

Q: Cosa significa la citazione nello sport?

Avverte contro chi usa parole d'effetto senza concretezza tecnica: nel basket, per esempio, slogan motivazionali non sostituiscono l'allenamento dei tiri o la strategia.

Q: La citazione è autentica e proviene da un'opera specifica?

È attribuita a Fénelon e rispecchia i suoi temi; però la frase compare spesso in raccolte di aforismi e non sempre è tracciata a una singola opera con certezza.

Q: Come applicare questa idea nel coaching?

Privilegiare istruzioni chiare, feedback tecnico e coerenza tra parole e pratica; evitare slogan che sostituiscono l'allenamento mirato.

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Curiosità

Fénelon fu tutore del Delfino di Francia e autore di Télémaque, opera che mescolava pedagogia e critica politica: la sua attenzione all'etica della parola nasceva dall'esperienza educativa alla corte assolutista. Inoltre molte delle sue massime sono circolate come aforismi popolari, talvolta citate senza riferimento preciso, il che spiega perché alcune frasi siano difficili da localizzare in un singolo testo.


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