Il destino è nelle nostre mani
Non è nelle stelle che è conservato il nostro destino, ma in noi stessi.
💡 Riflessione AI
La citazione richiama la scelta e la responsabilità personale: nel gioco della vita (e del basket) non è il caso a decidere, ma le nostre scelte e il nostro impegno. È un invito a trasformare le opportunità in risultato attraverso azione e disciplina.
Frasi di William Shakespeare
Significato Profondo
Nel contesto del basket la citazione diventa monito pratico: i tiri sbagliati, gli errori di squadra o le sconfitte non sono una sentenza cosmica ma opportunità per correggere, allenarsi e migliorare; termini forti come “tiri” o “essere fuori” vanno letti come metafore della perdita di opportunità che si può recuperare con responsabilità e lavoro.
"The fault, dear Brutus, is not in our stars, But in ourselves, that we are underlings. (Julius Caesar, Act I, Scene II) — la versione «It is not in the stars to hold our destiny but in ourselves» è una parafrasi moderna della stessa idea."
Origine e Contesto
Fonte: William Shakespeare, 'Julius Caesar' (Giulio Cesare), Atto I, Scena II — dialogo di Cassio a Bruto.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un allenatore di basket usa la frase come motto per la squadra dopo una serie di tiri sbagliati: enfatizza la responsabilità di lavorare sul tiro e sulle scelte offensive.
- ✓ Un giocatore che rientra da un infortunio la cita per motivare la riabilitazione: il recupero dipende dalla sua disciplina, non dal caso.
- ✓ Una squadra usa la citazione in sessioni di revisione video per sottolineare che migliorare dipende dall'analisi delle proprie decisioni e dall'applicazione pratica in allenamento.
Variazioni e Sinonimi
- • Siamo artefici del nostro destino
- • Il destino è nelle nostre mani
- • Il futuro si costruisce con le nostre scelte
- • Non è il caso a decidere, ma l'impegno
Domande Frequenti (FAQ)
L'idea proviene da William Shakespeare, in Giulio Cesare (Atto I, Scena II). La formulazione moderna è spesso una parafrasi dell'originale.
Invita ad assumere responsabilità: performance e risultati dipendono da allenamento, scelte e mentalità, non da una sorte predeterminata.
Come motto per promuovere accountability: analisi degli errori, pratica mirata sui tiri e sviluppo della resilienza mentale.
Sì: l'idea è in Giulio Cesare di Shakespeare; la versione comune è però una parafrasi moderna dell'originale.
Un amico è colui che ti conosce per ciò che sei, che capisce dove sei stato, che accetta quello che sei diventato, e che tuttavia, gentilmente ti permette di crescere.