Ordine, Ruoli e Armonia nello Sport
Non è armonia e concordia dove è unità, dove un essere vuol assorbir tutto l’essere; ma dove è ordine et analogia di cose diverse; dove ogni cosa serva la sua natura.
💡 Riflessione AI
Bruno invita a pensare l'armonia non come uniformità ma come equilibrio di parti diverse che rispettano la propria natura. Nel gioco e nella vita, la vera concordia nasce dall'ordine dei ruoli e dalla complementarità.
Significato Profondo
Applicata allo sport e alla vita, la lezione è pratica: una squadra vincente non nasce dalla clonazione dei giocatori, ma dalla chiarezza dei ruoli, dall'ordine tattico e dalla complementarità dei talenti; ogni componente dà il meglio servendo la propria natura funzionale nel sistema comune.
"Non è armonia e concordia dove è unità, dove un essere vuol assorbir tutto l’essere; ma dove è ordine et analogia di cose diverse; dove ogni cosa serva la sua natura."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita ai dialoghi filosofici in lingua italiana di Giordano Bruno (edizioni moderne raggruppano questi passi nei suoi scritti italiani, come nei dialoghi contenuti in opere note come 'Spaccio de la Bestia Trionfante' e altre raccolte); le edizioni possono presentare leggere varianti testuali.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Discorso dell'allenatore: «Non voglio che tutti tirino da tre; voglio che ognuno serva la sua natura — passaggi, difesa, rimbalzi — per creare armonia di squadra.»
- ✓ Sessione di allenamento: esercizi mirati per ruoli diversi (playmaker, centro, ala) per valorizzare le competenze specifiche e l'ordine tattico.
- ✓ Mentoring nella vita: far capire a un giovane atleta che la crescita personale passa dall'accettare e potenziare il proprio ruolo, non dall'imitare gli altri.
Variazioni e Sinonimi
- • L'armonia nasce dall'ordine delle differenze.
- • Non l'uniformità, ma la complementarità crea concordia.
- • Ogni elemento deve servire la propria natura per costruire equilibrio.
Domande Frequenti (FAQ)
Significa che ogni giocatore deve esprimere i propri punti di forza nel ruolo che meglio gli si addice, contribuendo all'ordine complessivo della squadra.
Si applica definendo ruoli chiari, allenando compiti differenti (difesa, creazione, tiratori) e cercando la complementarità piuttosto che l'uniformità dei gesti come i tiri.
No: il riferimento a 'assorbire tutto l'essere' è una critica alla soppressione delle differenze, non un invito alla violenza; in contesto sportivo va interpretata metaforicamente come valorizzazione dei ruoli.
La frase è attribuita ai dialoghi filosofici italiani di Giordano Bruno; alcune edizioni la ricollocano tra i brani raccolti nei suoi scritti italiani come il 'Spaccio', con possibili varianti testuali.
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