Attenti agli amici che adulano
Non aver paura dei nemici che ti attaccano, ma guardati dagli amici che ti adulano.
💡 Riflessione AI
La frase mette in guardia contro la dolce illusione della lode facile: chi ti applaude senza chiederti conto dei tuoi limiti può ostacolare la tua crescita. Nel contesto sportivo e della vita, è un invito a preferire critiche costruttive alla compiacenza sterile.
Significato Profondo
Applicata al basket e alla vita quotidiana, la frase sottolinea l’importanza di avere intorno persone che praticano la verità benevola: allenatori, compagni e amici che segnalano errori tecnici, mettono in discussione abitudini comode e richiedono standard più alti. La lode superficiale può dare conforto immediato ma, sul lungo periodo, «uccide» — in senso metaforico — la competitività, l’autocritica e la crescita individuale e collettiva.
"No le tengas miedo a los enemigos que te atacan; cuídate de los amigos que te adulan."
Origine e Contesto
Fonte: Frase attribuita a discorsi e aforismi di Álvaro Obregón; non esiste una fonte primaria universalmente verificata in un'opera pubblicata.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ In una squadra di basket un capitano nota che un compagno lo loda sempre invece di correggerlo: sceglie allenamenti mirati per affrontare i difetti invece di accontentarsi della sicurezza sociale.
- ✓ Un giovane atleta firmato da un agente viene elogiato pubblicamente per ogni azione; il coach cerca feedback onesto per evitare che la lode permanente rallenti lo sviluppo tecnico.
- ✓ Nel dopopartita, un giocatore ascolta sia gli avversari onesti che criticano il suo gioco che gli amici che lo adulano; preferisce le critiche costruttive per migliorare i «tiri» nelle sessioni successive.
Variazioni e Sinonimi
- • Chi ti loda troppo ti danneggia.
- • Diffida della lusinga più che dell’attacco diretto.
- • I nemici aperti sono meno pericolosi degli amici falsi.
- • Meglio un critico sincero che un complice lusinghiero.
Domande Frequenti (FAQ)
No: nel contesto richiesto è metaforica e riguarda rischi relazionali e di performance, non violenza fisica.
Valuta compagni e allenatori in base alla franchezza dei feedback: privilegia chi ti corregge e ti spinge a migliorare rispetto a chi ti loda senza obiettivi tecnici.
La frase è comunemente attribuita a Obregón, ma non esiste una fonte primaria universalmente accettata; è comunque coerente con il suo contesto storico.
Perché crea una falsa sicurezza che impedisce l’analisi critica delle prestazioni e blocca il percorso di miglioramento individuale e di squadra.
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