Comunicazione: ciò che arriva agli altri
La comunicazione non è quello che diciamo, bensì quello che arriva agli altri.
💡 Riflessione AI
La comunicazione è il risultato che produci, non l'intenzione che imponi; nello sport conta il passaggio che arriva, non solo il gesto che volevi fare. Nel basket e nella vita la vittoria nasce quando il messaggio viene ricevuto e trasformato in azione.
Significato Profondo
Per un atleta o un allenatore significa creare loop di feedback continui: osservare la ricezione del messaggio, correggere tono, timing e gesti, e ripetere finché il contenuto non diventa efficacemente operativo. Nel basket, per esempio, non basta chiamare un gioco; è fondamentale che i compagni vedano, comprendano e rispondano al segnale per trasformare la strategia in punto.
"Kommunikation ist nicht das, was wir sagen, sondern das, was beim anderen ankommt."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita ai seminari, interviste e testi di Thorsten Havener (ricorre nelle sue conferenze e in estratti di opere come quelle dedicate al linguaggio non verbale, es. 'Ich weiß, was du denkst').
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Allenatore che semplifica l’istruzione offensiva durante un timeout per assicurarsi che i giocatori capiscano il movimento da eseguire.
- ✓ Un playmaker che non si limita a pensare il passaggio, ma studia il timing e il linguaggio del corpo del compagno per aumentare la probabilità che il tiro trovi il bersaglio.
- ✓ Un atleta che gestisce una dichiarazione in conferenza stampa adattando il tono e i contenuti per evitare fraintendimenti sui social e mantenere coesione di squadra.
Variazioni e Sinonimi
- • Non conta ciò che dici, ma ciò che gli altri capiscono.
- • Il messaggio è l'effetto che produce, non l'intenzione che hai.
- • Comunicare significa farsi capire, non solo parlare.
- • L'intenzione non basta: conta la ricezione.
Domande Frequenti (FAQ)
Un mentalista, autore e formatore tedesco specializzato in linguaggi non verbali e percezione, noto per conferenze e corsi pratici.
Significa che allenatori e atleti devono verificare come i messaggi vengono ricevuti: conta il passaggio che arriva, non la sola intenzione di passarla.
Creando feedback rapidi, semplificando segnali, allenando tempismo e linguaggio del corpo affinché istruzioni e passaggi siano efficacemente recepiti.
No: gran parte della comunicazione è non verbale (gesti, sguardi, posture) e deve essere coerente con il messaggio verbale per essere ricevuta correttamente.
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