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L'amore in campo e nella vita

L’amore è quella cosa che tu sei da una parte, ...

L’amore è quella cosa che tu sei da una parte, lui dall’altra, e gli sconosciuti si accorgono che vi amate. Chest’è.

💡 Riflessione AI

L’amore descritto da Troisi è immediato e visibile: due persone occupano due lati opposti del campo e la loro intesa diventa evidente anche agli occhi estranei. In chiave sportiva è come una giocata silenziosa che il pubblico riconosce senza bisogno di parole.



Significato Profondo

La frase descrive l’amore come una presenza distribuita nello spazio: "tu sei da una parte, lui dall’altra" evoca subito l’immagine di due posizioni opposte sul campo, di due ruoli distinti che però dialogano. Nel contesto sportivo (per esempio nel basket) questa immagine si traduce in una sincronizzazione fatta di sguardi, passaggi e movimenti non detti, dove la relazione si manifesta attraverso l’azione più che attraverso le parole.

Lo sguardo degli "sconosciuti" che si accorge dell’amore richiama il ruolo del pubblico e della comunità: la chimica tra i due diventa palese agli occhi esterni, così come la buona intesa di due compagni di squadra è percepita dagli avversari e dagli spettatori. Il finale dialettale "Chest'è" aggiunge una nota di verità semplice e ironica, un’affermazione che chiude il pensiero come se fosse ovvio e incontrovertibile.
Versione Originale

"L’amore è quella cosa che tu sei da una parte, lui dall’altra, e gli sconosciuti si accorgono che vi amate. Chest’è."

Origine e Contesto

Massimo Troisi (1953–1994), attore, regista e sceneggiatore napoletano, emerse con il gruppo teatrale La Smorfia e si affermò nel cinema con opere come Ricomincio da tre (1981), Scusate il ritardo (1982) e Il Postino (1994). Il suo linguaggio mescola umorismo, sensibilità poetica e il dialetto napoletano: frasi come questa nascono dal repertorio dei suoi monologhi e delle sue battute cinematografiche, capaci di condensare osservazioni quotidiane in sentenze memorabili.

Fonte: Attribuita ai monologhi e alle battute di Massimo Troisi; la frase è frequentemente associata al suo cinema e viene spesso citata in relazione al film Scusate il ritardo (1982) e alle sue apparizioni pubbliche.

Impatto e Attualità

La citazione resta attuale perché parla della visibilità delle relazioni in un’epoca in cui lo sguardo pubblico è ampliato dai social e dagli eventi sportivi: la «partita» fra due persone è osservata e commentata da spettatori reali o virtuali. Nel contesto sportivo funziona come metafora dell’intesa fra compagni, della lettura reciproca e della capacità di fare la giocata giusta senza bisogno di proclamare i sentimenti.

Esempi di Utilizzo

  • Basket: due esterni occupano ali opposte, si guardano appena e segnano la giocata perfetta — il pubblico capisce che c’è intesa.
  • Allenatore che descrive due compagni: anche se passano la palla senza parlare, si nota la fiducia reciproca e gli avversari lo percepiscono.
  • Vita quotidiana: una coppia seduta a una cena sembra separata ma piccoli gesti incrociati fanno capire agli altri che sono uniti — chest'è.

Variazioni e Sinonimi

  • Gli innamorati si capiscono anche senza parole.
  • L’intesa si vede dalle piccole cose.
  • Si nota che stanno insieme anche a distanza.
  • È evidente quando c’è sintonia.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Da dove proviene esattamente la citazione?

La frase è attribuita a Massimo Troisi ed è parte del suo repertorio di battute e monologhi, spesso ricordata in relazione al periodo dei suoi film come Scusate il ritardo.

Q: Cosa significa "Chest'è"?

"Chest'è" è dialetto napoletano e significa "Ecco, è così" o "Questo è"; chiude la frase con un senso di verità ovvia e colloquiale.

Q: Come si interpreta la frase in chiave sportiva?

Nel linguaggio sportivo indica la chimica tra giocatori: posizioni opposte ma intesa perfetta, visibile agli avversari e al pubblico come una strategia condivisa.

Q: Perché questa frase è ancora citata oggi?

Per la sua semplicità e universale verità: cattura in pochi gesti l’idea dell’intesa umana, utile tanto nella vita privata quanto nello sport e nei media.

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Curiosità

Il termine dialettale "Chest'è" è diventato una firma stilistica di Troisi: la sua capacità di chiudere una battuta con una parola napoletana conferiva autenticità e umorismo. Molte sue frasi, nate in monologhi teatrali o in pellicole, sono entrate nel linguaggio comune come proverbi moderni.


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