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L'amicizia d'interesse secondo Aristotele

L’amicizia di quelli che sono amici a causa dell...

L’amicizia di quelli che sono amici a causa dell’utilità si dissolve insieme con l’interesse che la suscita, giacché essi non sono amici l’uno dell’altro, ma del profitto.

💡 Riflessione AI

L'amicizia fondata sull'utilità è fragile come un ponte costruito solo per passare: quando il bisogno scompare, crolla anche il legame. Aristotele ci ricorda che l'affetto autentico riguarda la persona, non il vantaggio.


Frasi di Aristotele


Significato Profondo

Aristotele distingue tre tipi di amicizia: per utilità, per piacere e per virtù. La frase sottolinea che le amicizie fondate sulla sola utilità non sono legami reciproci fra persone, ma relazioni orientate al beneficio; quando il vantaggio cessa, viene meno la ragione stessa che le teneva insieme.

La dichiarazione richiama una riflessione etica e psicologica: le relazioni che resistono nel tempo si fondano su stima reciproca e benevolenza disinteressata, mentre quelle strumentali si esauriscono al mutare delle circostanze. Aristotele impone quindi un criterio per valutare la qualità morale delle relazioni umane e il loro ruolo nella vita buona (eudaimonia).
Versione Originale

"οἱ μὲν γὰρ τῶν συμφερόντων φιλία, ὅταν παύσῃ τὸ συμφέρον, παύεται· οὐ γὰρ ἀλλήλων φίλοι, ἀλλὰ τῆς ὠφελείας."

Origine e Contesto

La frase proviene dall'Etica Nicomachea, opera etica di Aristotele composta nel IV secolo a.C. (circa 350 a.C.). Nel contesto della Grecia classica, la vita politica e sociale della polis richiedeva una teoria delle virtù e delle relazioni interpersonali. Aristotele, filosofo e allievo di Platone nonché tutore di Alessandro Magno, strutturò un'indagine sistematica sull'etica pratica in cui dedica ampio spazio al tema dell'amicizia come elemento essenziale per la realizzazione del bene comune e della felicità dell'individuo.

Fonte: Etica Nicomachea (Ἠθικὰ Νικομάχεια), Libro VIII (discussione sulle varie forme di amicizia)

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché descrive dinamiche sociali ancora comuni: rapporti professionali, network utilitaristici e relazioni sui social media spesso si basano su scambi di vantaggi piuttosto che su affetto reciproco. In un'epoca di interazioni rapide e mercificate, il richiamo di Aristotele è utile per distinguere rapporti strumentali da legami di fiducia duraturi e per riflettere sull'importanza di relazioni etiche e sostenibili.

Esempi di Utilizzo

  • Due colleghi che si frequentano solo per ottenere promozioni smettono di parlarsi quando le opportunità finiscono.
  • Un influencer che accetta collaborazioni esclusivamente per denaro perde il pubblico quando cambia brand o interesse.
  • Una partnership commerciale si scioglie non appena il guadagno diventa scarso, mostrando che il vincolo era solo economico.

Variazioni e Sinonimi

  • L'amicizia basata sull'interesse è effimera.
  • Chi cerca il vantaggio non ama la persona ma il profitto.
  • Rapporti strumentali svaniscono con l'interesse che li genera.
  • L'affetto autentico non coincide con il calcolo utilitaristico.
  • Le relazioni mercenarie terminano quando viene meno il tornaconto.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa intende Aristotele per "utilità" nell'amicizia?

Per utilità Aristotele intende il vantaggio o l'interesse che una persona trae dall'altra, pratico o materiale, senza che esista una stima reciproca disinteressata.

Q: Come si distingue dall'amicizia basata sulla virtù?

L'amicizia per virtù si fonda su rispetto e desiderio del bene dell'altro in sé, ed è duratura; quella per utilità è strumentale e cessa quando l'interesse scompare.

Q: Questa idea è applicabile alle relazioni moderne?

Sì: molte relazioni di lavoro, alleanze commerciali e connessioni sui social possono essere interpretate come amicizie d'interesse e quindi temporanee.

Q: Dove posso leggere il passo originale?

Nell'Etica Nicomachea di Aristotele, Libro VIII (capitoli che analizzano le forme di amicizia); consultare edizioni critiche o traduzioni commentate per il testo completo.

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Curiosità

L'Etica Nicomachea deve il nome probabilmente al figlio (o al padre) di Aristotele, Nicomaco; l'opera riflette lezioni e appunti trasformati in trattato. Aristotele dedica due libri (VIII e IX) all'amicizia, considerandola parte integrante della vita virtuosa, e distingue con chiarezza tra amicizia utile, piacevole e quella fondata sulla virtù.


    La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli.

    La legge è la ragione, libera dalla passione.

    Il millantatore è colui il quale fa mostra di titoli di merito che non possiede, esagerando il suo controllo del mondo di cui in realtà è privo.

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    La felicità dipende da noi stessi.

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