Il paradosso del sacrificio nello sport
Il sacrificio di sé è una passione così prepotente da fare impallidire, al confronto, perfino la fame e la lussuria. Avvolge e conduce alla distruzione le sue vittime nella più alta affermazione della loro personalità. L’oggetto non conta: può essere degno o indegno. Nessun vino è tanto inebriante, nessun amore così rovente, nessun vizio così attraente. Mentre si sacrifica, un uomo è per un momento più grande di Dio, giacché, infinito e onnipotente com'è, come può Dio sacrificarsi? Nel migliore dei casi può solo sacrificare l’unico suo figlio.
💡 Riflessione AI
Il sacrificio trasforma la volontà in un atto estetico e potente: chi si dona perde qualcosa e, paradossalmente, acquista grandezza. Nel contesto del basket e della vita, è la scelta consapevole di privilegiare il bene collettivo rispetto al singolo tiro o all'appagamento personale.
Frasi di William Somerset Maugham
Significato Profondo
Il paradosso teologico e umano evocato — l’uomo «più grande di Dio» nel momento del sacrificio — sottolinea la dimensione tragica e sublime della rinuncia volontaria. Applicato al basket, il concetto diventa metaforico: rinunciare a tiri facili per passare la palla, assistere la squadra anche a costo di perdere statistiche personali, o impegnarsi fisicamente in difesa, sono esempi di come il sacrificio possa elevare la personalità sportiva ma anche esporla a rischio di esaurimento o perdita di sé se non equilibrato.
"“Self‑sacrifice is a passion so overpowering as to make, by comparison, even hunger and lust fade. It envelops and leads its victims to destruction in the highest assertion of their personality. The object does not matter: it may be worthy or unworthy. No wine is so intoxicating, no love so fierce, no vice so attractive. While he sacrifices, a man is for the moment greater than God; for, infinite and omnipotent as he is, how can God sacrifice himself? At best he can only sacrifice his only son.”"
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a William Somerset Maugham; la massima è spesso riportata in raccolte di aforismi e saggi ma non sempre è possibile collegarla con certezza a un singolo testo dell'autore. Viene comunemente ricondotta alle sue riflessioni aforistiche piuttosto che a un romanzo specifico.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un capitano di basket che rinuncia a cercare il tiro personale per organizzare il gioco e difendere, accumulando assist e stoppate: sacrificio per il collettivo.
- ✓ Un atleta che accetta di prendere tiri difficili per liberare compagni migliori, esponendosi a falli e critiche per la squadra: il 'tiro' inteso come responsabilità.
- ✓ Un giocatore che si allena oltre il limite per recuperare dalla forma fisica e tornare utile alla squadra, dimostrando dedizione ma anche rischio di sovraccarico.
Variazioni e Sinonimi
- • La rinuncia come atto di grandezza
- • Donarsi per il bene comune
- • Sacrificio e identità: il paradosso umano
- • La passione del sacrificio sopra ogni altro desiderio
Domande Frequenti (FAQ)
Intende la spinta potente a rinunciare a sé stessi per un ideale o un oggetto, un impulso che può elevare ma anche distruggere chi lo pratica.
Nel basket significa mettere la squadra prima delle statistiche individuali: difendere, passare, creare spazi, spesso a costo di perdere gloria personale.
Pur evocando immagini teologiche, è una riflessione laica sulla natura umana: il paragone con Dio serve a esprimere il paradosso della grandezza del sacrificio umano.
La citazione è attribuita a Maugham e circola nelle raccolte di aforismi; non è sempre possibile identificarne una fonte testuale unica e definitivamente verificata.
La passione distrugge. Distrusse Antonio e Cleopatra, Tristano ed Isotta, Parnell e Kitty O' Shea. E se non distrugge, muore.
Non serve piangere sul latte versato, perché tutte le forze dell'universo sono state inclini a versarlo.
La perfezione è una stupida inezia. Non è l’ultima delle ironie della vita che questa, alla quale tutti miriamo, è meglio che non venga raggiunta.