Il mondo secondo D'Annunzio e il gioco
Il mondo è la rappresentazione della sensibilità e del pensiero di pochi uomini superiori.
💡 Riflessione AI
La frase suggerisce che la forma del mondo dipende dall'intensità sensibile e dalla chiarezza di pensiero di pochi individui; nello sport si traduce nella capacità di pochi leader di trasformare il gioco. In campo, come nella vita, la visione di un singolo può dettare ritmo, tattica e bellezza della prestazione.
Significato Profondo
Dal punto di vista educativo, la citazione invita a considerare il valore della qualità soggettiva — talento, visione, disciplina — rispetto alla mera quantità numerica. Nel basket, ad esempio, il playmaker che vede spazi dove altri non li vedono o il capitano che trasmette concentrazione trasformano la partita in una rappresentazione della loro sensibilità e del loro pensiero tattico.
"Il mondo è la rappresentazione della sensibilità e del pensiero di pochi uomini superiori."
Origine e Contesto
Fonte: Aforisma attribuito a Gabriele D'Annunzio; la citazione è riportata in raccolte di aforismi e citazioni ma la sua origine testuale precisa è incerta.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ In allenamento: il capitano cambia l'atteggiamento della squadra con l'esempio e la mentalità, trasformando il modo di vincere.
- ✓ In partita di basket: il playmaker impone la sua visione e spalanca spazi che diventano il nuovo volto del gioco.
- ✓ Nella vita quotidiana: un coach o un docente innovativo modifica la cultura di lavoro di un gruppo grazie a idee chiare e sensibilità nella relazione.
Variazioni e Sinonimi
- • La storia è scritta dalla mente di pochi visionari.
- • Poche anime sensibili guidano l'aspetto del mondo.
- • Le idee di pochi plasmano l'immagine collettiva.
Domande Frequenti (FAQ)
La frase è tradizionalmente attribuita a D'Annunzio e rispecchia i suoi temi, ma la fonte testuale precisa è incerta e spesso riportata come aforisma.
Nel basket, pochi giocatori o allenatori con visione e sensibilità influenzano tattica, stile di gioco e cultura della squadra, cambiando il modo in cui il gioco viene interpretato.
Più che giustificare esclusione, la frase sottolinea l'impatto creativo e responsabile di chi guida; in ambito educativo invita a coltivare qualità e responsabilità nei leader.
È una prospettiva che valorizza l'influenza di pochi, ma può convivere con l'idea che comunità e pratiche collettive amplifichino o correggano tali visioni.
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