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Necessità, rischio e critica nello sport

Ho sempre pensato, come qualsiasi persona normale,...

Ho sempre pensato, come qualsiasi persona normale, che dietro a chi scrive ci debba essere necessità di scrivere, libertà, autenticità, rischio. Bisogna avere la forza della critica totale, del rifiuto, della denuncia disperata e inutile

💡 Riflessione AI

La frase vede la scrittura come gesto di necessità e coraggio, paragonabile al tiro decisivo in una partita; autenticità e rischio sono l'anima di chi crea e di chi gioca.


Frasi di Pier Paolo Pasolini


Significato Profondo

La citazione sottolinea che dietro ogni atto creativo (qui la scrittura) deve esserci una spinta vitale: la necessità interna, la libertà espressiva e la sincerità. L'invito al rischio e alla «forza della critica totale» ribadisce che creare significa anche mettere in discussione se stessi e il mondo, accettando la possibile inutilità o l'incomprensione delle proprie parole.

Nel registro sportivo, questa tensione equivale al giocatore che prende un tiro difficile sotto pressione: non è solo abilità tecnica, ma scelta morale e coraggiosa. La «denuncia disperata e inutile» assume valore di gesto etico nello sport e nella vita — segnale che testimoniare la verità cuenta più del risultato immediato.
Versione Originale

"Ho sempre pensato, come qualsiasi persona normale, che dietro a chi scrive ci debba essere necessità di scrivere, libertà, autenticità, rischio. Bisogna avere la forza della critica totale, del rifiuto, della denuncia disperata e inutile"

Origine e Contesto

Pier Paolo Pasolini (1922–1975) è stato poeta, regista, intellettuale e polemista italiano, attivo dagli anni Quaranta fino agli anni Settanta. Negli ultimi anni della sua vita esprimeva sempre più spesso un discorso critico verso la società di massa e il consumismo, utilizzando forma saggistica, interviste e articoli per denunciare trasformazioni culturali e morali. Questa citazione si inserisce nel clima delle sue riflessioni polemiche e moralistiche tipiche del periodo finale della sua produzione.

Fonte: La frase è attribuita a Pier Paolo Pasolini e ricorre in raccolte di citazioni e trascrizioni di interviste; non sempre è possibile rintracciarla in modo univoco in un singolo testo editoriale pubblicato. Spesso viene collocata tra le sue osservazioni critiche finali raccolte in saggi e interviste degli anni '60-'70.

Impatto e Attualità

La frase resta rilevante perché mette al centro il valore del gesto onesto e rischioso in un'epoca di comunicazione mediata e spettacolarizzata: nello sport contemporaneo, dove spesso prevalgono immagine e risultati, il richiamo all'autenticità e alla critica è un monito per atleti, allenatori e giornalisti. Applicata al basket, invita a riconoscere il coraggio dei giocatori che prendono decisioni controcorrente e l'importanza di denunciare pratiche scorrette anche quando farlo sembra inutile.

Esempi di Utilizzo

  • Un allenatore incoraggia un giovane tiratore: prendi il tiro se senti la necessità—anche un tiro disperato può cambiare la partita.
  • Un giocatore scrive un editoriale contro la corruzione nel campionato: denuncia che sembra inutile ma richiama valori di autenticità.
  • Una squadra protesta pubblicamente contro decisioni ingiuste della federazione, accettando il rischio reputazionale per difendere principi etici.

Variazioni e Sinonimi

  • Scrivere per necessità, con libertà e rischio
  • Autenticità e coraggio prima del risultato
  • La critica totale come dovere morale
  • Rifiutare il conformismo anche se inutile
  • Denunciare per onestà, non per vittoria

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa intende Pasolini con "necessità di scrivere"?

Si riferisce a una spinta interna, non a motivazioni esterne: scrivere perché si deve esprimere una verità personale o sociale.

Q: Come si applica questa frase al basket?

Nel basket significa prendere decisioni coraggiose sul campo, assumersi la responsabilità di tiri difficili e difendere principi oltre il risultato.

Q: Da dove proviene esattamente la citazione?

La frase è attribuita a Pasolini e circola in raccolte di interviste e saggi; non ha sempre una collocazione unica e verificabile in un solo testo pubblicato.

Q: La frase promuove la violenza?

No: ogni riferimento a 'rischio' o 'denuncia' è da intendere in senso metaforico, morale e creativo, non come invito alla violenza.

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Curiosità

Pasolini univa la cultura alta e popolare e usava spesso immagini tratte dalla vita quotidiana; amava osservare i comportamenti collettivi e talvolta ricorreva a metafore sportive per spiegare dinamiche sociali. La sua morte nel 1975 è rimasta oggetto di grande attenzione e discussione pubblica.


    Non lasciarti tentare dai campioni dell’infelicità, della mutria cretina, della serietà ignorante. Sii allegro. I “destinati a essere morti” non hanno certo gioventù splendenti: ed ecco che essi ti insegnano a non splendere. E tu splendi, invece.

    Il consumismo altro non è che una nuova forma totalitaria − in quanto del tutto totalizzante, in quanto alienante fino al limite estremo della degradazione antropologica.

    Io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù.

    Seri bisogna esserlo, non dirlo, e magari neanche sembrarlo!

    Alle volte è dentro di noi qualcosa(che tu sai bene, perché è la poesia)qualcosa di buio in cui si fa luminosala vita: un pianto interno, una nostalgiagonfia di asciutte, pure lacrime.

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