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Fermati e lasciati meravigliare

Fermati ogni tanto. Fermati e lasciati prendere da...

Fermati ogni tanto. Fermati e lasciati prendere dal sentimento di meraviglia davanti al mondo.

💡 Riflessione AI

La frase invita a interrompere il ritmo frenetico per riaprire lo sguardo sul mondo con stupore; nel basket come nella vita, la meraviglia è pausa rigenerante e risorsa strategica. Fermarsi non è resa: è ricarica, lucidità e apertura alla creatività.


Frasi di Tiziano Terzani


Significato Profondo

La frase esorta a interrompere il flusso automatico delle azioni per lasciarsi investire dallo stupore: un atto semplice che restituisce profondità all'esperienza. In chiave sportiva, fermarsi significa concedersi un timeout interno — respirare, osservare il campo, ricalibrare la strategia e ritrovare la creatività che spesso si perde nell'ansia del risultato.

Questa pausa rigenerativa ha valore pratico: riduce la pressione che porta a forzare i tiri (intesi come 'shots' metaforici), permette di trasformare un momento in cui ci si sente 'fuori gioco' (metafora di essere 'morto' o 'killed') in un'opportunità di ripartenza, migliorando decisioni e relazioni dentro e fuori dal campo.
Versione Originale

"Fermati ogni tanto. Fermati e lasciati prendere dal sentimento di meraviglia davanti al mondo."

Origine e Contesto

Tiziano Terzani (1938–2004) è stato un giornalista e scrittore italiano noto per i suoi reportage dall'Asia e per riflessioni filosofiche maturate attraverso viaggi, incontri e malattia. Le sue parole nascono da una pratica di osservazione lenta e dall'attenzione alle culture orientali; molte delle sue affermazioni circolano in forma di aforismi, estratti da libri, interviste e interventi pubblici, riflettendo un approccio esistenziale meditativo.

Fonte: La frase è attribuita a Tiziano Terzani e ricorre in citazioni tratte da sue interviste e riflessioni; non esiste consenso unanime su una singola opera pubblicata che ne costituisca la fonte originale precisa. Viene spesso contestualizzata nei suoi scritti e colloqui sul valore della lentezza e dell'attenzione.

Impatto e Attualità

Nel presente, segnato da iperconnessione, allenamenti intensi e carichi mentali, il richiamo a fermarsi è particolarmente utile: aiuta a prevenire burnout, a migliorare il focus in partita e a sviluppare intelligenza emotiva. Per squadre di basket e atleti singoli è un promemoria per trasformare la pressione in attenzione consapevole, ottimizzando rendimento e benessere a lungo termine.

Esempi di Utilizzo

  • Timeout in partita: l’allenatore invita la squadra a respirare, osservare il gioco e ritrovare la calma prima della ripresa.
  • Allenamento mentale: esercizio di 60 secondi di osservazione del campo per riconnettere passaggi e posizionamenti prima di riprendere i tiri.
  • Vita da atleta: programmare pause settimanali lontane dall’allenamento per ricostituire motivazione e godere degli aspetti non agonistici della vita.

Variazioni e Sinonimi

  • Prenditi una pausa e riapri gli occhi al mondo.
  • Rallenta, osserva e lasciati stupire.
  • Fermati per riconnetterti alla meraviglia.
  • Sospendi il ritmo e accogli lo stupore.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Questa frase è davvero di Tiziano Terzani?

La frase è attribuita a Terzani ed è coerente con il suo pensiero; tuttavia non c'è una fonte bibliografica univoca riconosciuta che ne attesti l'origine in una sola opera pubblicata.

Q: Come si applica questa idea nel basket?

Usala come promemoria per timeout mentali: respirare, osservare il campo, riequilibrare ruoli e scegliere tiri più intelligenti invece di forzare azioni.

Q: Può davvero migliorare le prestazioni?

Sì: pause consapevoli riducono lo stress e migliorano il processo decisionale, incrementando precisione, concentrazione e coesione di squadra.

Q: Come trasformarla in un motto di squadra?

Adottala come rituale pre-partita o in timeout: brevi esercizi di attenzione collettiva e una parola d'ordine che ricordi di guardare oltre il punteggio.

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Curiosità

Terzani, noto per le sue lunghe esperienze in Asia, arrivò a evitare di prendere aerei per un lungo periodo dopo aver dato credito ad un avvertimento; viaggiò per anni via terra e mare, esperienza che alimentò il suo pensiero sulla lentezza e sull'attenzione al dettaglio. Molti dei suoi aforismi circolano più attraverso interviste e letture che come citazioni isolate in un singolo testo.


    Quel che mi è sempre piaciuto del buddhismo è la sua tolleranza, l’assenza del peccato, la mancanza di quel peso sordo che noi occidentali, invece, ci portiamo sempre dietro e che è in fondo la colla della nostra civiltà: il senso di colpa.

    Non bisognerebbe mai tornare nel proprio passato, né cercare di ripetere oggi quel momento di gioia che già siamo stati fortunati d’avere avuto ieri.

    Che cos’è che ci fa così spavento della morte? Quello che ci fa paura, che ci congela davanti a quel momento è l’idea che scomparirà in quell’attimo tutto quello a cui noi siamo tanto attaccati. Prima di tutto il corpo. Del corpo ne abbiamo fatto un’ossessione.

    Questo è un altro aspetto rasserenante della natura: la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un’alba o un tramonto.

    C’è un dentro che non è da nessuna parte, come il silenzio, come l’aldilà. Dov’è l’aldilà? Se tu fossi un pesce riflessivo e portato alla metafisica, diresti: ’Ci deve pur essere qualcosa al di là dell’acqua’. Ecco: il dentro è da quelle parti.

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