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La ferita della critica dell'ignorante

Di tutti i dispetti, il maggiore credo che sia que...

Di tutti i dispetti, il maggiore credo che sia quello di un uomo il quale sappia fare squisitamente l'arte sua e venga censurato e caratato da coloro che non la sanno né punto né poco.

💡 Riflessione AI

La frase denuncia l'umiliazione più crudele: non l'ostilità cieca, ma la censura esercitata da chi non possiede la competenza necessaria. È un monito sul valore della padronanza dell'arte e sul rispetto dovuto al sapere.



Significato Profondo

La frase sottolinea una contraddizione morale: il danno maggiore non deriva tanto dall'avversità dichiarata quanto dalla svalutazione proveniente da chi è incapace di comprendere l'oggetto della censura. Gozzi mette in luce la violenza simbolica di un giudizio che non si basa su conoscenza o esperienza, ma su ignoranza o invidia, e come questo colpisca in modo particolare chi esprime la propria maestria nell'arte.
Versione Originale

"Di tutti i dispetti, il maggiore credo che sia quello di un uomo il quale sappia fare squisitamente l'arte sua e venga censurato e caratato da coloro che non la sanno né punto né poco."

Origine e Contesto

Gasparo Gozzi (1713–1786) fu un uomo di lettere veneziano attivo nel Settecento, periodo di trasformazioni culturali segnate dall'Illuminismo e dal fermento dei salotti e delle pubblicazioni periodiche. Come critico e saggista, Gozzi intervenne spesso sui temi del gusto, della morale e della funzione sociale dell'arte; la frase rispecchia l'attenzione dei moralisti del tempo verso l'onore professionale e la qualità del giudizio pubblico.

Fonte: La frase è attribuita a Gasparo Gozzi e ricorre nelle raccolte di suoi aforismi e osservazioni critiche; non è sempre possibile rintracciarla con certezza in una singola opera pubblicata, ma è coerente con i suoi scritti su gusto, critica e morale.

Impatto e Attualità

Oggi la riflessione resta attuale: nei social network e nei media la voce di chi non ha competenza può sovrastare o screditare il lavoro degli esperti, generando danni professionali e culturali. La citazione invita a valutare la fonte del giudizio e a promuovere rispetto, meritocrazia e alfabetizzazione critica in ogni ambito (scientifico, artistico, lavorativo).

Esempi di Utilizzo

  • Un ingegnere esperto è criticato da un manager senza competenze tecniche: la squadra subisce rallentamenti per decisioni superficiali.
  • Un musicista virtuoso riceve commenti sprezzanti sui social da ascoltatori che non comprendono la tecnica: la sua reputazione viene inficiata da giudizi disinformati.
  • Un ricercatore pubblica un lavoro innovativo e viene screditato in articoli divulgativi da chi non conosce il metodo scientifico, generando confusione nel pubblico.

Variazioni e Sinonimi

  • Nulla è più ingiurioso della censura dell'ignorante.
  • La critica priva di competenza ferisce più della calunnia.
  • Essere giudicati da chi non sa è il più grande dei torti.
  • L'offesa dell'inesperto è più raffinata e più dannosa.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Che cosa intende Gozzi per "caratato"?

Nel contesto, "caratato" significa 'giudicato' o 'valutato': l'autore denuncia il fatto di essere valutato negativamente da chi non possiede competenza.

Q: Perché questa osservazione è rilevante oggi?

Perché nei media contemporanei la voce degli inesperti può influenzare l'opinione pubblica, danneggiando professionisti e la qualità del dibattito.

Q: Come applicare questo insegnamento nella pratica?

Verificare le competenze di chi giudica, favorire il confronto con esperti e promuovere l'educazione critica per evitare valutazioni ingiuste.

Q: Dove trovare altre opere di Gasparo Gozzi?

Si possono consultare raccolte di saggi e lettere di Gasparo Gozzi nelle biblioteche storiche e in edizioni critiche dedicate alla produzione letteraria veneziana del Settecento.

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Curiosità

Gasparo Gozzi, fratello maggiore del noto drammaturgo Carlo Gozzi, fu figura centrale nei circoli letterari veneziani e consolidò la sua reputazione come critico e moralista. Pur meno celebre del fratello nel teatro, Gozzi influenzò il dibattito sul gusto e sulla critica nel Settecento italiano.


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