Impermanenza, dolore e non-io nello sport
Ciò che è impermanente è dolore; ciò che è dolore è non-io. Ciò che è non-io non è mio, io non sono quello, quello non è me.
💡 Riflessione AI
Nel campo e nella vita, la frase ricorda che ogni azione è transitoria e non definisce la nostra identità; un tiro sbagliato è esperienza, non condanna. Accettare l'impermanenza riduce la pressione e libera energia per il prossimo possesso.
Significato Profondo
Questo distacco non è indifferenza ma lucidità pratica: separando identità e prestazione si riduce l'ansia da giudizio, si migliora la capacità di recupero dopo un tiro mancato e si favorisce un approccio orientato al processo. Nel linguaggio della performance, il dolore diventa segnale utile, l'impermanenza diventa leva per adattarsi, e il non-io diventa strumento per contenere l'ego nelle dinamiche di squadra.
"Yaṃ aniccaṃ taṃ dukkhaṃ; yaṃ dukkhaṃ taṃ anattā; yaṃ anattā taṃ na mama; na ahaṁ asmi; na me tassa."
Origine e Contesto
Fonte: Samyutta Nikaya (sezione dedicata agli insegnamenti sull'anatta / discorsi sul non-sé). La formulazione è rintracciabile in vari sutta che trattano le tre caratteristiche dell'esistenza, spesso collegata al Discorso sull'assenza del sé.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Dopo una serie di tiri sbagliati, il coach ricorda: "Quel tiro non sei tu — è solo un evento. Svuotiamo la mente e concentriamoci sul prossimo possesso."
- ✓ Un giocatore usa la consapevolezza dell'impermanenza per gestire la pressione: invece di identificarsi con l'errore, analizza tecnica e ritmo e migliora il recupero mentale.
- ✓ In una riunione di squadra si adotta il principio del non-io per responsabilizzare i ruoli: il risultato non è proprietà di un singolo, la prestazione è frutto del processo collettivo.
Variazioni e Sinonimi
- • Tutto è transitorio; il dolore nasce dall'attaccamento.
- • Il risultato non è la tua essenza.
- • Un errore è un evento, non la tua identità.
- • Anicca, dukkha, anatta (impermanenza, sofferenza, non-sé).
- • Il tiro non sono io; il tiro è solo un tiro.
Domande Frequenti (FAQ)
Significa non identificare la propria identità con la prestazione: un errore o un successo sono eventi esterni, utili per imparare ma non determinano chi sei.
Riduce l'ansia da risultato, migliora il recupero dopo i fallimenti e favorisce un approccio basato sul processo e sulla collaborazione di squadra.
No: nel contesto originale è filosofico; qui va interpretata metaforicamente per performance e vita, non come richiamo alla violenza.
È tratta dagli insegnamenti raccolti nel Samyutta Nikaya del canone pali, nell'ambito dei discorsi sul non-sé e sulle tre caratteristiche dell'esistenza.
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