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Scappare è meglio: lezione di gioco e vita

Ci sono due tipi di persone al mondo: quelle che t...

Ci sono due tipi di persone al mondo: quelle che tengono duro e fanno fronte e quelle che se ne scappano. Scappare è meglio.

💡 Riflessione AI

La frase rovescia la retorica del coraggio: suggerisce che a volte la scelta più saggia è ritirarsi per preservare energie e ricalibrare. Nel gergo sportivo, scappare diventa strategia tattica, non codardia.



Significato Profondo

La frase mette in luce una dicotomia umana: affrontare il problema frontalmente o prendere le distanze. In ambito sportivo e nella vita quotidiana, “scappare” può essere inteso come ritirata strategica — una pausa voluta per preservare risorse fisiche e mentali, riorganizzare la tattica e tornare più efficaci, anziché una rinuncia definitiva.
Nel contesto del basket, per esempio, scegliere di non forzare un tiro rischioso e correre per riorganizzare il gioco è una forma di “scappare” intelligente: tutela il pallone, impedisce il turnover e aumenta le possibilità di successo a medio termine. Filosoficamente, la frase invita a ridefinire il coraggio come capacità di scegliere la strategia più funzionale al risultato, non come sola resistenza allo sforzo.
Versione Originale

"There are two kinds of people in this world: those who hang on and face up to it, and those who run away. Running away is better."

Origine e Contesto

La citazione è attribuita al personaggio Frank Slade, interpretato da Al Pacino nel film Scent of a Woman (1992), diretto da Martin Brest. Il film è un remake dell'italiano Profumo di donna (1974) e si basa su temi di redenzione, dignità e scelta morale. La performance di Pacino in questo ruolo gli valse l'Oscar come miglior attore, consolidando la portata emotiva e culturale delle battute pronunciate dal personaggio.

Fonte: Film: Scent of a Woman (1992) — personaggio Frank Slade, interpretato da Al Pacino. Regia: Martin Brest. Titolo italiano: Profumo di donna (remake).

Impatto e Attualità

Oggi la frase è rilevante perché il dibattito su resilienza e salute mentale nello sport e nella vita è centrale: allenatori e atleti riconoscono sempre più che il recupero e il ritiro temporaneo non sono segni di debolezza ma di intelligenza strategica. In un'epoca di sovraccarico prestazionale, la possibilità di scegliere quando “scappare” — cioè fermarsi, fare un passo indietro e riprogettare — è una risorsa cruciale per performance sostenibili.

Esempi di Utilizzo

  • Allenatore di basket: sostituire un giocatore stanco invece di insistere su un fallo, per proteggere il vantaggio della squadra.
  • Atleta: rinunciare a una competizione minore per recuperare e prepararsi meglio a un torneo importante.
  • Vita quotidiana: lasciare temporaneamente un progetto stressante per riorganizzarsi e tornare con più chiarezza e energia.

Variazioni e Sinonimi

  • Ci sono chi resta a combattere e chi sceglie la ritirata.
  • Meglio ritirarsi per pianificare che restare al disastro.
  • La fuga intelligente è spesso strategia, non codardia.
  • Due tipi di persone: chi affronta e chi si ritira; ritirarsi può essere saggio.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: La frase promuove la codardia?

No: nel contesto sportivo e filosofico qui presentato, “scappare” è letto come scelta strategica e tutela delle risorse, non come abbandono definitivo.

Q: Come applicarla nel basket?

Usarla per giustificare pause strategiche: sostituzioni, gestione del cronometro, rinunciare a tiri forzati per cercare soluzioni migliori.

Q: È davvero una citazione di Frank Slade?

È attribuita al personaggio interpretato da Al Pacino nel film Scent of a Woman (1992); indipendentemente dall'origine precisa, il valore della frase sta nella lettura metaforica applicabile a sport e vita.

Q: Quando è utile ritirarsi strategicamente?

Quando il proseguimento immediato rischia di compromettere obiettivi a lungo termine: infortuni, esaurimento mentale o decisioni che aumentano probabilità di errore.

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Curiosità

Al Pacino vinse l'Oscar per la sua interpretazione di Frank Slade nel 1993; la pellicola è un remake di un film italiano del 1974 basato sul romanzo di Giovanni Arpino. La figura di Slade è diventata iconica per i monologhi intensi che mescolano amarezza, ironia e saggezza anticonformista.


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