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Cosa Cerchi Negli Occhi Di Chi Ti Segue

Chissà se un giorno, guardando negli occhi di chi...

Chissà se un giorno, guardando negli occhi di chi ti avrà dopo di me cercherai qualcosa che mi appartiene.

💡 Riflessione AI

La frase evoca la tensione tra ciò che lasciamo e ciò che rimane nell'altro: un desiderio di riconoscimento che sopravvive alla separazione. In chiave sportiva è la domanda se il proprio stile, i propri tiri e il proprio spirito saranno cercati e ritrovati nel successore.


Frasi di Pablo Neruda


Significato Profondo

La citazione parla del bisogno umano di essere riconosciuti anche dopo la propria assenza: non solo come ricordo, ma come traccia concreta che l'altro può ritrovare negli sguardi e nei gesti. È una riflessione sul desiderio che ciò che ci appartiene — ricordi, abitudini, tratti distintivi — sopravviva e venga cercato, come se la presenza personale potesse essere misurata nel modo in cui il prossimo porta avanti ciò che abbiamo lasciato.
Applicata al mondo dello sport, e in particolare al basket, la frase diventa metafora della successione: un giocatore che lascia la squadra si domanda se i suoi tiri, la sua visione di gioco o il suo atteggiamento saranno riconoscibili in chi lo sostituirà. Non è violenza ma passaggio di testimone: l'idea che lo stile e l'impronta tecnica possano essere cercati, studiati e adottati dal successore, trasformando la perdita in una continuità simbolica e tattica.
Versione Originale

"Attribuzione incerta; possibile versione in spagnolo (traduzione probabile): "Quién sabe si algún día, mirando a los ojos de quien te tenga después de mí buscarás algo que me pertenezca.""

Origine e Contesto

Pablo Neruda (1904-1973), poeta cileno e premio Nobel per la Letteratura nel 1971, è celebre per le sue poesie d'amore e per il linguaggio intenso e metaforico (opere note: Veinte poemas de amor y una canción desesperada; Cien sonetos de amor). La frase qui citata circola ampiamente nelle raccolte di aforismi e sui social; tuttavia non compare nel corpus canonico delle opere pubblicate di Neruda e la sua attribuzione risulta incerta o popolare.

Fonte: Attribuzione incerta: la frase è comunemente attribuita a Pablo Neruda ma non è rintracciata in opere pubblicate o raccolte ufficiali del poeta; sembra essere una citazione popolare diffusa online.

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché affronta temi universali: come misuriamo l'eredità personale e professionale, e come viviamo le transizioni. Nel contesto sportivo moderno — mercati delle trasferimenti, rinnovamenti di roster, coaching change — la domanda è pratica: il modo di giocare, i tiri caratteristici, le strategie vengono osservati e tramandati. Inoltre, in un'epoca di comunicazione immediata, la citazione viene spesso usata per esprimere nostalgia, orgoglio o speranza di continuità nei social, nei discorsi di addio e nelle analisi tattiche.

Esempi di Utilizzo

  • Un capitano che lascia la squadra alla fine della stagione commenta la cessione dicendo che spera che il giovane compagno conservi il suo spirito di squadra e i suoi tiri decisivi.
  • Un coach che va in pensione nell'intervista afferma che, guardando il nuovo allenatore, spera che cerchi e mantenga i principi e le idee che ha lasciato.
  • Un commentatore sportivo usa la citazione per descrivere il confronto tra due generazioni di giocatori: il veterano che si chiede se il suo stile tecnico sarà ripreso dal giovane sostituto.

Variazioni e Sinonimi

  • Chissà se, guardando chi verrà dopo di me, troverai qualcosa di mio.
  • Forse un giorno, nello sguardo di chi ti succederà, cercherai un pezzo di me.
  • Ti sarà capitato di cercare, negli occhi del nuovo, ciò che un tempo era mio.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Questa frase è davvero di Pablo Neruda?

L'attribuzione è incerta: la frase è spesso collegata a Neruda ma non è documentata nelle sue opere pubblicate.

Q: Come si interpreta questa citazione nel basket?

Metaforicamente: come domanda sul lascito tecnico e umano — se i propri tiri, lo stile e la mentalità saranno cercati e ripresi dal successore.

Q: La citazione è violenta?

No: va intesa in senso metaforico ed emotivo, non come riferimento a violenza fisica.

Q: Dove posso usare questa citazione?

In discorsi di addio, articoli di analisi sportiva, didascalie sui social o riflessioni sul ricambio generazionale e l'eredità tecnica.

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Curiosità

Molte citazioni popolari sono attribuite a grandi autori come Neruda senza verifica: questo fenomeno è frequente sui social e nei memoriali sportivi. Neruda, nato Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto, cambiò il suo nome in 'Pablo Neruda' e rimane una figura usata spesso come fonte autorevole, anche quando l'attribuzione è incerta.


    E da allora sono perché tu sei, e da allora sei, sono e siamo, e per amore sarò, sarai, saremo.

    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.

    E l’antica amicizia, la gioia di essere cane e di essere uomo tramutata in un solo animale che cammina muovendo sei zampe e una coda intrisa di rugiada.

    Ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai. Ti volterai senza vedermi ma io sarò lì.

    E’ che dietro le cose ci sei tu, Primavera, che incominci a scrivere nell’umidità, con dita di bambina giocherellona, il delirante alfabeto del tempo che ritorna.

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