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Epicuro e la misura nello sport

Chi non si accontenta di poco, non si accontenta d...

Chi non si accontenta di poco, non si accontenta di niente.

💡 Riflessione AI

La frase richiama la saggezza della misura: accettare e valorizzare i progressi piccoli è condizione per coltivare soddisfazione e resilienza. In chiave sportiva (basket/vita) indica che la perseveranza sui piccoli tiri costruisce fiducia per i grandi momenti.



Significato Profondo

La frase esprime un principio etico ed esistenziale: la capacità di accontentarsi del poco non è rassegnazione ma una forma di giudizio reale su ciò che è sufficiente per la felicità. In un contesto sportivo, significa riconoscere e apprezzare i piccoli miglioramenti — un tiro migliorato, una lettura difensiva corretta — come pietre miliari che consolidano la fiducia e la progressione dell'atleta.

Rifiutare ogni piccolo progresso in favore di un desiderio indefinito di perfezione porta spesso a frustrazione e insoddisfazione cronica. Perciò, in allenamento e nella vita da sportivi, coltivare la gratitudine per i passi minori è strategia psicologica che favorisce costanza, riduce l'ansia da prestazione e rende più sostenibili gli obiettivi a lungo termine.
Versione Originale

"Non è attestata una versione letterale in greco o latino nelle opere superstiti; una resa ricostruita potrebbe essere: "Ὅστις οὐχ ἱκανῶς ἀρκείται τῷ ὀλίγῳ, οὐδὲ τῷ πολλῷ ἀρκήσει." (formula ricostruita e non attestata come originale)."

Origine e Contesto

Epicuro (341–270 a.C.) fondò una scuola filosofica nota come il Giardino, dove promuoveva una vita guidata dalla ricerca di piaceri semplici, dall'assenza di turbamento e dalla prudenza. Le sue dottrine etiche insistevano sulla misura e sulla valutazione razionale dei desideri: distingueva desideri naturali e necessari da quelli vani. Molti aforismi a lui attribuiti sono parafrasi o sintesi della tradizione epicurea trasmessa da autori posteriori, come Diogene Laerzio; la formulazione moderna della citazione è probabilmente una traduzione o rielaborazione successiva delle sue idee.

Fonte: Attribuita alla sintesi dei principi epicurei; non esiste una fonte testuale certa con questa formulazione nelle opere superstiti di Epicuro. È piuttosto una parafrasi diffusa dei principi contenuti nella "Lettera a Meneceo" e nelle Dottrine principali tramandate da fonti antiche come Diogene Laerzio.

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché contrasta la cultura dell'eccesso e dell'immediatezza: nella società e nello sport contemporanei, dove le aspettative crescono e il confronto è continuo, ricordare il valore del piccolo progresso aiuta a prevenire burnout e a costruire una carriera sostenibile. Nel basket, ad esempio, enfatizza la pratica ripetuta dei fondamentali, l'accettazione dei rimbalzi di rendimento e la gestione mentale delle sconfitte come tappe necessarie verso il miglioramento.

Esempi di Utilizzo

  • Allenatore di basket: celebrare ogni tiro dalla media distanza migliorato durante la settimana come progresso verso la percentuale desiderata, invece di rimproverare il giocatore per non segnare subito da tre.
  • Sessione di allenamento mentale: usare la regola dei piccoli obiettivi (es. migliorare il tasso di successo dei tiri liberi del 5%) per costruire fiducia e ridurre l'ansia pre-gara.
  • Gestione di carriera: un giovane atleta che accetta ruoli minori in panchina accumula esperienza e costruisce competenze che poi gli permetteranno di conquistare minuti più consistenti.

Variazioni e Sinonimi

  • Chi troppo vuole nulla stringe.
  • La felicità sta nelle piccole cose.
  • Non disprezzare i piccoli passi.
  • Chi non apprezza l'essenziale, non apprezza il grande.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: La frase è davvero di Epicuro?

È attribuita al pensiero epicureo ma la formulazione esatta non è presente nelle opere superstiti; rappresenta una parafrasi dei suoi principi etici.

Q: Come si applica questa idea nello sport?

Significa valorizzare i progressi incrementali in allenamento, fissare obiettivi realisti e usare piccoli successi per costruire fiducia e resilienza.

Q: Non incoraggia la mancanza di ambizione?

No: distingue tra accontentarsi come rassegnazione e accontentarsi come riconoscimento dei progressi utili; è una strategia per mantenere costanza e motivazione.

Q: Può aiutare a gestire l'ansia da prestazione?

Sì: concentrarsi sui piccoli risultati riduce l'ansia legata all'obiettivo finale e rende il processo più sostenibile.

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Curiosità

Epicuro promuoveva una concezione del piacere legata all'assenza di turbamento (ataraxia) e alla moderazione: la sua scuola accoglieva donne e schiavi, una scelta relativamente innovativa per l'epoca. Molte massime moderne a lui attribuite sono rielaborazioni di insegnamenti tramandati da biografi e commentatori posteriori, il che spiega le versioni concise e proverbiali come quella proposta.


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