Vivere riconoscibili: identità in campo
Vivete una vita in cui potete riconoscervi!
💡 Riflessione AI
Essere riconoscibili significa vivere con coerenza e autenticità: costruire una vita che rispecchi i propri valori, anche sotto la tensione del gioco. Nel basket come nella vita, significa prendere i tiri che raccontano chi sei, non quelli che ti trasformano.
Frasi di Tiziano Terzani
Significato Profondo
Interpreta inoltre la resilienza morale: subire 'tiri' e affrontare momenti difficili senza perdere la propria identità, così come evitare scelte che possono 'uccidere' (metaforicamente) la propria passione o integrità. Per allenatori e giocatori è un monito a prioritizzare il senso personale e di squadra rispetto alla mera ricerca del risultato a qualsiasi costo.
"Vivete una vita in cui potete riconoscervi!"
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a Tiziano Terzani e ricorrente in raccolte di aforismi e interventi; non risulta rintracciata con certezza in una singola opera pubblicata ma riflette temi presenti nei suoi testi e interviste.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un allenatore esorta una giovane guardia a scegliere tiri coerenti con il suo stile invece di imitare una superstar: 'Vivi una vita in cui puoi riconoscerti'—gioca come sei.
- ✓ Un capitano decide di rifiutare pratiche contrarie all'etica della squadra, insegnando che la vittoria non giustifica la perdita d'identità.
- ✓ Un atleta dopo una carriera intensa sceglie ruoli nel settore giovanile per trasmettere valori, perché vuole lasciare una traccia riconoscibile del suo approccio al gioco.
Variazioni e Sinonimi
- • Vivi in modo da poterti riconoscere ogni giorno
- • Sii fedele a te stesso in campo e nella vita
- • Gioca la tua partita che ti rispecchia
- • Costruisci una vita che ti appartenga
Domande Frequenti (FAQ)
Invita atleti e allenatori a preservare stile, valori e coerenza, scegliendo decisioni che rispecchino la propria identità invece di seguire mode passeggere.
Favorendo lo sviluppo individuale e l'intelligenza di gioco: insegnare ai giovani a valorizzare le proprie qualità e a fare scelte coerenti con il proprio ruolo e carattere.
È attribuita a Tiziano Terzani e compatibile con i temi delle sue opere; tuttavia non è sempre rintracciata in una singola fonte pubblicata con certezza.
Perché sposta l'attenzione dall'ansia del risultato alla costruzione di una pratica coerente, riducendo lo stress e migliorando la performance sostenibile.
Quel che mi è sempre piaciuto del buddhismo è la sua tolleranza, l’assenza del peccato, la mancanza di quel peso sordo che noi occidentali, invece, ci portiamo sempre dietro e che è in fondo la colla della nostra civiltà: il senso di colpa.
Non bisognerebbe mai tornare nel proprio passato, né cercare di ripetere oggi quel momento di gioia che già siamo stati fortunati d’avere avuto ieri.
Che cos’è che ci fa così spavento della morte? Quello che ci fa paura, che ci congela davanti a quel momento è l’idea che scomparirà in quell’attimo tutto quello a cui noi siamo tanto attaccati. Prima di tutto il corpo. Del corpo ne abbiamo fatto un’ossessione.
Questo è un altro aspetto rasserenante della natura: la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un’alba o un tramonto.