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La dignità della vergogna nello sport

Uno è tanto più rispettabile quante più sono le...

Uno è tanto più rispettabile quante più sono le cose di cui si vergogna.

💡 Riflessione AI

La vergogna non è un marchio di vergogna, ma la bussola che segnala i nostri standard: chi prova imbarazzo per i propri errori dimostra una coscienza e un desiderio di migliorare. Nel linguaggio sportivo, i tiri sbagliati e gli errori che ci mortificano sono il terreno su cui si costruisce rispetto e disciplina.


Frasi di George Bernard Shaw


Significato Profondo

La frase suggerisce che la capacità di vergognarsi è indice di principi interiori: provare vergogna significa riconoscere una discrepanza tra il proprio comportamento e lo standard morale o professionale che si pretende. In termini pratici, la vergogna non è auto-svalutazione fine a sé stessa, ma semmai la consapevolezza che spinge alla correzione e alla crescita. Nel contesto sportivo, la «vergogna» per un tiro mancato o per una prestazione scadente diventa catalizzatore per allenamento, disciplina e rispetto altrui.

La frase invita anche a distinguere tra vergogna costruttiva e vergogna paralizzante: la prima motiva l'azione riparatrice, la seconda demoralizza. Il rispetto sociale che Shaw menziona nasce dunque dalla coscienza attiva: chi prova vergogna dimostra di possedere criteri, ambizione morale e responsabilità verso sé e gli altri, qualità fondamentali in squadra e nella vita.
Versione Originale

"One is the more respectable the more things one is ashamed of."

Origine e Contesto

George Bernard Shaw (1856–1950) fu drammaturgo e saggista irlandese noto per i suoi aforismi pungenti e per il coinvolgimento politico nei movimenti socialisti (Fabian Society). La sua produzione, a cavallo tra Ottocento e Novecento, mescola satira sociale, riflessione morale e ribaltamento di luoghi comuni. Molte frasi celebri di Shaw circolano come massime o aforismi separati dalle opere teatrali, perché l'autore era solito condensare giudizi morali in epigrammi e prefazioni.

Fonte: Aforisma attribuito a George Bernard Shaw; la formula circola in raccolte di massime e citazioni ma non è collegata in modo univoco a un singolo testo teatrale o saggio identificabile con certezza.

Impatto e Attualità

Oggi la frase è rilevante nel mondo dello sport per più motivi: in un'epoca di social media e visibilità costante, l'autoconsapevolezza e la capacità di riconoscere i propri limiti sono qualità preziose per atleti e allenatori. La «vergogna» tradotta in autocritica porta a video review, allenamenti mirati sui tiri sbagliati e a una cultura della responsabilità di squadra. Fuori dal campo, il principio vale per la vita quotidiana: chi ammette errori guadagna credibilità e incentiva ambienti basati su onestà e miglioramento continuo.

Esempi di Utilizzo

  • Un giocatore di basket che si vergogna di aver perso la marcatura su un avversario chiave si concentra a fondo sulle esercitazioni difensive e riconquista il rispetto della squadra.
  • Un allenatore che ammette pubblicamente un errore tattico dopo una partita crea fiducia: la sua vergogna diventa esempio di responsabilità per lo staff e gli atleti.
  • Un dilettante che si sente mortificato per i gesti antisportivi corretti durante gli allenamenti usa quell'imbarazzo per lavorare sul controllo emotivo e migliorare il fair play.

Variazioni e Sinonimi

  • La vergogna come misura della coscienza
  • Chi prova imbarazzo dimostra ancora principi
  • La dignità nasce dall'ammettere gli errori
  • L'autocritica costruisce rispetto
  • Chi non ha vergogna non ha standard

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa intende Shaw con «vergogna»?

Intende un senso di autocoscienza morale o professionale che riconosce un fallimento rispetto a uno standard personale o sociale e spinge al miglioramento.

Q: La frase è applicabile allo sport moderno?

Sì: negli sport di squadra come il basket la vergogna costruttiva tradotta in autocritica migliora rendimento, disciplina e coesione.

Q: Questa citazione è violent o offensiva?

No. Il termine «vergogna» è usato in senso morale/metaforico; non contiene incitazioni alla violenza e nella cornice sportiva indica responsabilità e crescita.

Q: Da quale opera di Shaw proviene esattamente?

La frase è attribuita a Shaw ma non è rintracciata con certezza in una singola opera pubblicata; è presente in raccolte di aforismi a lui associate.

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Curiosità

Shaw era famoso per le battute lapidarie e per l'uso frequente di aforismi: molte sue frasi sono passate nell'uso comune spesso indipendentemente dal contesto delle sue opere. Vinse il Premio Nobel per la Letteratura nel 1925 e rimase una figura polarizzante per le sue posizioni sociali e culturali, il che ha favorito la diffusione e la citazione isolata dei suoi epigrammi.


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    La punizione del bugiardo non sta alla fine nel fatto che non viene creduto, ma che non può credere a nessun altro.

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