Modestia e gioco: il gentiluomo nello sport
Un gentiluomo non si vanta delle proprie cianfrusaglie.
💡 Riflessione AI
Nel gioco come nella vita, la vera nobiltà sta nel lasciare che siano i fatti a parlare, non le parole. Un gentiluomo sa che le piccole vanterie sminuiscono il valore di una prestazione autentica.
Significato Profondo
Questa modestia non è rinuncia all'orgoglio sano: è piuttosto la consapevolezza che il valore duraturo nasce dalla qualità delle azioni e dall'atteggiamento, non dalla vetrina di piccoli trofei o proclami. Nel basket, per esempio, evita il self-marketing e le autocelebrazioni che possono compromettere coesione, rispetto degli avversari e crescita personale.
"Attribuita in inglese come: "A gentleman does not boast of his trifles." (versione attribuita, parafrasi di Emily Post)"
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a Emily Post e coerente con i temi delle sue opere sull'etichetta (es. 'Etiquette', 1922). La citazione circola come parafrasi delle sue riflessioni sulla modestia; non è sempre possibile rintracciarla in un passaggio unico verificabile.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un giocatore realizza venti punti ma non fa gesti provocatori: dopo la vittoria dice poco e lascia parlare le statistiche della squadra.
- ✓ Un allenatore richiama un atleta che posta continuamente highlights: «Non vantarti dei tiri presi, lavora per diventare più utile alla squadra».
- ✓ In un discorso motivazionale, un capitano spiega che i trofei non devono diventare ornamenti ostentati ma motivi per elevare il gruppo.
Variazioni e Sinonimi
- • La vera grandezza non ha bisogno di ostentazione.
- • Chi è davvero forte tace sulle piccole cose.
- • Non esibire trofei da poco; lascia parlare il gioco.
- • La modestia è il miglior segnale di forza.
Domande Frequenti (FAQ)
È attribuita a Emily Post e coerente con i suoi temi, ma spesso circola come parafrasi; non sempre è rintracciabile in un passo specifico verificabile.
Invita i giocatori a evitare autocelebrazioni sui singoli tiri o statistiche, puntando su squadra, disciplina e rispetto degli avversari.
No: la citazione promuove un orgoglio silenzioso basato sui fatti e sul lavoro, non sulla vetrina o le piccole ostentazioni.
Sì: è un monito a bilanciare visibilità e umiltà, evitando che il marketing personale danneggi la coesione del team.
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