Schiettezza e responsabilità nello sport
Se uno è stronzo, non je puoi dì stupidino – si crea delle illusioni – je devi dì stronzo!
💡 Riflessione AI
La frase celebra la verità senza orpelli: chiamare le cose col loro nome è atto di chiarezza e responsabilità. Nello sport come nella vita, la sincerità netta evita illusioni e favorisce crescita e disciplina.
Significato Profondo
Nel contesto sportivo (basket/vita) questo si traduce nell'esigenza di feedback chiari: un coach che non nasconde i difetti di un giocatore favorisce il miglioramento; all'opposto, le «parole gentili» che minimizzano problemi rischiano di instaurare abitudini perdenti. I termini forti vanno intesi qui in senso metaforico, come urgenza di verità utile alla crescita collettiva e individuale.
"Se uno è stronzo, non je puoi dì stupidino – si crea delle illusioni – je devi dì stronzo!"
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a interventi e monologhi televisivi di Gianfranco Funari; frase diffusa in cronache e citazioni orali, non ricondotta con certezza a un singolo libro o testo scritto.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Allenatore di basket: «Non dire che ha fatto un errore casuale: spiegagli chiaramente il difetto e lavoraci», richiamando la necessità di feedback sinceri.
- ✓ Compagno di squadra che interrompe la diplomazia per chiedere responsabilità dopo una sconfitta: «Basta giri di parole, dobbiamo chiamare le cose per nome e cambiare atteggiamento».
- ✓ Mentore in una riunione sportiva usa la frase per sottolineare che, a volte, la critica netta è lo stimolo che serve per uscire dalla mediocrità.
Variazioni e Sinonimi
- • Meglio la verità cruda che un eufemismo che inganna
- • Se è scorretto, chiamalo per quello che è
- • Non addolcire la realtà con parole vuote
- • La schiettezza previene le illusioni
- • Chiamare il problema per nome è il primo passo
Domande Frequenti (FAQ)
Significa che addolcire una verità scomoda crea illusioni: è meglio chiamare le cose con il loro nome per favorire cambiamento e responsabilità.
Il tono è duro ma va interpretato metaforicamente: in ambito sportivo indica l'urgenza di feedback onesti e non l'incitazione a comportamenti aggressivi.
Come principio: preferire richiami chiari e concreti sui comportamenti da correggere piuttosto che eufemismi che non portano miglioramento.
È attribuita ai monologhi e interventi televisivi di Gianfranco Funari; non è facilmente rintracciabile in un'opera scritta unica.
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