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Odio gli indifferenti nello sport

Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà no...

Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterniinnocenti.

💡 Riflessione AI

La frase condensa un rifiuto morale dell'apatia: chi resta indifferente, nella vita o nello sport, diventa un ostacolo al gioco e alla responsabilità collettiva. In chiave sportiva è il biasimo per chi guarda senza tirare, lamentandosi come un 'eterno innocente' senza prendersi la palla.



Significato Profondo

La frase esprime disprezzo verso chi rimane passivo davanti alle ingiustizie o alle difficoltà, non per mera condanna morale ma perché l'indifferenza mina il tessuto collettivo. In termini sportivi, equivale a criticare chi si limita a osservare o a lamentarsi senza mai prendere la palla, trasformando il “piagnisteo di eterni innocenti” in un ostacolo alla vittoria e alla crescita del gruppo.

L'immagine dell'"eterno innocente" richiama chi si assolve con una pretesa innocenza pur non agendo: Gramsci sottolinea come questa postura non sia neutra ma dannosa. Nel confronto tra squadra e società, l'autore invita a scegliere l'azione e la responsabilità contro la comoda passività, valorizzando il contributo attivo anche quando comporta rischio o fatica.
Versione Originale

"Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterniinnocenti."

Origine e Contesto

Antonio Gramsci (1891-1937), fondatore del Partito Comunista Italiano, scrisse molte delle sue riflessioni durante la detenzione (1926-1937). Le sue osservazioni sull'indifferenza si inseriscono nella più ampia critica dell'apoliticità e della passività di fronte ai processi sociali, tema centrale nei Quaderni e nelle Lettere dal carcere. Scriveva in un periodo di forte repressione politica, dove l'appello all'impegno collettivo serviva anche come antidoto alla rassegnazione imposta dal regime fascista.

Fonte: Comunemente attribuita agli scritti carcerari di Antonio Gramsci, in particolare alle Lettere e ai Quaderni del carcere (scritte tra il 1926 e il 1937).

Impatto e Attualità

Oggi la frase conserva vigore perché l'indifferenza resta un problema in ambito civico e sportivo: social media e consumo passivo possono trasformare tifosi e cittadini in spettatori senza responsabilità. Nel basket e in altri sport la citazione è utile per richiamare il valore della partecipazione attiva — prendersi responsabilità, fare il tiro decisivo, difendere quando serve — e per contrastare la cultura del lamentarsi senza agire. È anche uno strumento retorico per allenatori e leader che vogliono stimolare coesione e coraggio.

Esempi di Utilizzo

  • Discorso dell'allenatore: «Non voglio indifferenti in campo; chi ha paura di tirare non aiuta la squadra» — usando la frase per spronare chi resta a guardare.
  • Campagna di squadra contro il tifo passivo: slogan che richiama l'impegno dei giocatori e dei sostenitori, trasformando l'indifferenza in partecipazione.
  • Mentoring giovanile: un capitano usa la citazione per spiegare ai giovani che lamentarsi senza migliorarsi è come restare in panchina e non prendere i tiri importanti.

Variazioni e Sinonimi

  • Disprezzo per chi resta a guardare
  • Chi non si schiera è complice
  • L'indifferenza è il nemico della squadra
  • Non perdono l'apatia dei 'sempre innocenti'

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa intende Gramsci con 'indifferenti'?

Per Gramsci sono coloro che, davanti a ingiustizie o compiti collettivi, scelgono la passività: non solo spettatori, ma soggetti che, con la loro apatia, danneggiano il gruppo.

Q: Come si applica questa frase al basket?

Nel basket significa criticare chi non prende responsabilità in partita: chi non difende, non taglia, non tira nei momenti chiave finisce per danneggiare la squadra.

Q: È una frase violenta o offensiva?

La frase esprime disprezzo morale ma va intesa simbolicamente: non incita a violenza fisica, piuttosto richiama all'impegno e alla responsabilità contro l'apatia.

Q: Posso usare la citazione in un discorso motivazionale?

Sì: è efficace per sollecitare responsabilità e azione, purché venga usata con attribuzione e nel contesto giusto (sportivo o educativo).

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Curiosità

La locuzione è spesso citata fuori dal contesto strettamente politico: è ricomparsa in testi motivazionali, striscioni sportivi e interventi pubblici. Gran parte delle frasi più memorabili di Gramsci sono state elaborate durante il suo confino carcerario; i suoi appunti furono pubblicati e studiati postumi, contribuendo alla diffusione di brevi aforismi come questo.


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