Skip to main content

Nostalgia: campo, volo del tempo, vita

Nostalgia! La sento anche per qualcuno che non sig...

Nostalgia! La sento anche per qualcuno che non significava nulla per me, per l’ansia per il volo del tempo e una malattia alimentata dal mistero della vita. Se uno dei volti che incrocio ogni giorno sulla strada scompare, mi sento triste; eppure non significavano niente per me, se non essere un simbolo di tutta la vita.

💡 Riflessione AI

La citazione legge la nostalgia come un sentimento che trascende i legami personali: è il rimpianto per il tempo che scorre e per i simboli quotidiani della vita. In chiave sportiva, è la malinconia che prova un giocatore o un tifoso quando scompaiono volti, momenti o occasioni che, pur non essendo intimi, rappresentavano l’essenza del gioco.


Frasi di Fernando Pessoa


Significato Profondo

La frase descrive la nostalgia non soltanto come rimpianto per persone amate, ma come un sentimento che coinvolge anche chi era per noi indifferente: la scomparsa di un volto visto ogni giorno diventa motivo di tristezza perché rappresentava, simbolicamente, l’intera trama della vita. Il senso è filosofico ed esistenziale: ciò che perdiamo non è solo l'individuo, ma il luogo comune e rassicurante che quella presenza occupava nel flusso del tempo.

Nel contesto sportivo — e in particolare nel basket — questa idea si traduce nella malinconia che accompagna la perdita di volti, rituali e momenti di gioco. Un compagno di squadra che va via, una stagione finita, un tiro mancato diventano simboli di passaggi di vita: non si piange solo la persona o il gesto, ma la continuità e il significato condiviso che essi incarnavano. Eventuali immagini di 'tiri' sbagliati o di 'morti' usate in senso metaforico indicano occasioni perdute, ritmi spezzati o ruoli che si chiudono nel ciclo sportivo e umano.
Versione Originale

"Saudade! Eu a sinto até por alguém que nada significava para mim, pela ansiedade do voo do tempo e por uma doença alimentada pelo mistério da vida. Se um dos rostos que encontro todos os dias na rua desaparecesse, eu ficaria triste; e, no entanto, não significavam nada para mim, senão serem um símbolo de toda a vida."

Origine e Contesto

Fernando Pessoa (1888–1935), figura centrale del modernismo portoghese, è noto per l'uso di eteronimi e per uno stile frammentario e introspettivo. Molti passi di questo tono appaiono ne "Livro do Desassossego" (Il Libro dell'Inquietudine), opera composita e postuma attribuita all'eteronimo Bernardo Soares. Il testo riflette l'atmosfera urbana e meditativa di Lisbona nei primi decenni del XX secolo, segnati da cambiamenti sociali e da una sensibilità esistenziale tipica dell'epoca.

Fonte: Livro do Desassossego (Il Libro dell'Inquietudine), frammenti attribuiti a Bernardo Soares, eteronimo di Fernando Pessoa; l'opera è stata pubblicata e assemblata postuma da curatori e traduttori.

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché racconta una condizione umana universale: in tempi di relazioni superficiali e contatti veloci, la nostalgia per volti e rituali quotidiani aumenta. Nel mondo dello sport contemporaneo — caratterizzato da trasferimenti, rotazioni di roster e frenesia mediatica — la perdita di presenze apparentemente marginali può avere un impatto emotivo reale su squadre, tifosi e atleti, influenzando coesione, identità di gruppo e benessere psicologico.

Esempi di Utilizzo

  • Un allenatore ricorda un giocatore di riserva che non giocava molto ma era presenza costante nello spogliatoio: la sua partenza suscita nostalgia perché rompe un'abitudine che dava senso alla squadra.
  • Dopo una stagione interrotta, un pallone sbagliato in una partita importante diventa il simbolo di un'occasione persa: il giocatore prova una malinconia simile a quella descritta dalla citazione.
  • Un tifoso che passava ogni giorno davanti al palazzetto e vede ora il locale chiuso avverte nostalgia non tanto per il luogo quanto per i volti e i rituali che rappresentavano la sua vita sportiva.

Variazioni e Sinonimi

  • Saudade dos rostos quotidianos
  • Nostalgia per le presenze simboliche
  • Rimpianto per il tempo che vola
  • Tristezza per riti e abitudini perdute
  • Malinconia per ciò che dava senso alla vita

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Questa citazione è davvero di Fernando Pessoa?

Sì: è comunemente attribuita a Fernando Pessoa e appare, in forme leggermente diverse, nei frammenti del "Livro do Desassossego" assegnati all'eteronimo Bernardo Soares.

Q: Cosa intende Pessoa con 'nostalgia' in questo passo?

Intende una saudade esistenziale: il rimpianto per il tempo che passa e per le presenze simboliche che, pur non essendo intime, definiscono la nostra esperienza quotidiana.

Q: Come si applica questo pensiero al basket?

Nel basket la citazione illumina il valore emotivo di volti, rituali e momenti condivisi: la loro perdita può influire su identità di squadra, motivazione e memoria collettiva.

Q: È utile usare questa riflessione nello sport moderno?

Sì: allenatori e psicologi sportivi possono usare l'idea per comprendere la nostalgia legata ai cambi di roster, alla fine di stagioni o alla perdita di rituali che sostengono la coesione del gruppo.

?

Curiosità

Fernando Pessoa è celebre per aver scritto sotto vari eteronimi, ognuno con biografia e stile propri; "Livro do Desassossego" è un’opera frammentaria raccolta dopo la sua morte, perciò molte citazioni circolano in versioni leggermente diverse a seconda dell'editore o della traduzione.


    Esiste una stanchezza dell’intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. Non è pesante come la stanchezza del corpo, e non è inquieta come la stanchezza dell’emozione. È un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l’anima.

    I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi: l’ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c’è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l’insoddisfazione per l’esistenza del mondo.

    Costa molto essere sinceri se si è intelligenti. Quanto essere onesti se si è ambiziosi.

    Benedetti siano gli istanti, i millimetri, e le ombre delle piccole cose.

    In me, l’intensità delle sensazioni è sempre stata meno forte rispetto all’intensità della sensazione di esse. Ho sempre sofferto più per la coscienza di soffrire che per la sofferenza di cui avevo coscienza.

Frasi sul battezzarsi

Frasi sulla diversità

Frasi sull'Adulazione

Frasi sulle Provocazioni

Frasi Lusso

Frasi sul Presente

Frasi sullo Stipendio

Frasi sul Sorriso

Frasi sull’Amore Non Corrisposto

Frasi sull’Ipocrisia

Frasi sull'Assenza

Frasi sul Fallimento